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SCUOLA/ Centemero (Pdl): vogliamo il buono scuola in tutta Italia

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Continua su ilsussidiario.net il confronto a più voci su alcuni dei tempi principali della politica scolastica, in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Dopo Rivoluzione civile, parla Elena Centemero, responsabile nazionale scuola, università, ricerca e cultura del Pdl. «Siamo convinti che le famiglie debbano poter scegliere la scuola che ritengono più vicina ai bisogni formativi dei figli e per questo crediamo che il sistema del buono scuola, già sperimentato in Lombardia, debba essere esportato in tutta Italia».

Onorevole Centemero, cosa avete messo al centro del programma del Pdl sulla scuola?
Le parole chiave del nostro programma per la scuola sono tre: autonomia, libertà di scelta e occupabilità. Innanzitutto, l’autonomia delle scuole è un processo non ancora definitivamente compiuto. Per portarlo a termine è necessario intervenire su due pilastri: un nuovo sistema di reclutamento e un efficiente metodo di valutazione delle scuole, dei dirigenti e dei docenti. Far emergere le eccellenze, individuare le migliori soluzioni possibili alle criticità vissute in alcune scuole è senz’altro utile a tutti per migliorare la qualità del servizio offerto. Senza dimenticare le scuole di “frontiera”, che richiedono un’attenzione particolare. Siamo inoltre convinti che le famiglie debbano poter scegliere la scuola che ritengono più vicina ai bisogni formativi dei figli e per questo crediamo che il sistema del buono scuola, già sperimentato in Lombardia, debba essere esportato in tutta Italia. Infine, per dare piena e concreta attuazione al principio europeo dell’occupabilità, intendiamo rafforzare e potenziare il raccordo tra scuola e mondo del lavoro e tra impresa e università, così da garantire una forte qualificazione professionale dei nostri studenti e la spendibilità all’estero dei titoli conseguiti.

Veniamo ai docenti. Prima del governo Monti è stato avviato dal governo Berlusconi il Tfa basato sulla separazione tra abilitazione professionale e reclutamento del personale. Il Tfa transitorio si sta svolgendo, pur in mezzo a difficoltà. Il Tfa ordinario dovrebbe partire subito dopo, come pure dovrebbero partire i Tfa speciali. Cosa intendete fare?
Andremo sicuramente avanti sulla separazione tra abilitazione professionale e sistema di reclutamento. C’è bisogno di competenze forti dei docenti, soprattutto nelle metodologie didattiche, e di ambienti di apprendimento adatti ai nostri giovani. Ma è bene essere chiari su un punto: non possiamo alimentare ancora il precariato. La formazione deve essere legata alla reale possibilità di insegnare. La mia preoccupazione maggiore è per i giovani. Sosterremo il più possibile le nuove risorse che vogliano entrare nel mondo della scuola, senza ovviamente dimenticare chi da anni insegna già.

Profumo ha bandito un concorso. Attualmente manca un nuovo regolamento per il reclutamento dei docenti sia in vigore. Qual è il vostro progetto in merito? Come deve avvenire l’assunzione degli insegnanti: a) per impedire la formazione di nuovo precariato? b) per selezionare personale che sia effettivamente capace di insegnare?



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COMMENTI
18/02/2013 - siamo ancora lontanissimi dalla vera parità (sara faletto)

Che la sig.ra Centemero porti a esempio la Lombardia per quanto riguarda la parità tra scuola statale e scuola libera attraverso il "buono scuola" è semplicemente ridicolo: circa 350 euro a figlio è una goccia quasi irrilevante rispetto a costi per le famiglie che si aggirano intorno ai 4.000 euro. Altro che parità! La vera parità si avrebbe se le tasse che già tutti pagano servissero a coprire i costi delle scuole paritarie. Il buono scuola al 100% è l'unica proposta veramente valida.

 
07/02/2013 - Nulla che attiri e catturi 3 milioni di voti (Vincenzo Pascuzzi)

Riposte vaghe e generiche - quelle di Elena Centemero - in linea con il programma elettorale Pdl. Nessuna indicazione precisa e quantificata relativamente ai tempi e alle risorse economiche occorrenti (quante - ad esempio - ne servirebbero per il buono scuola “esportato” in tutta Italia?). Ignorate questioni importanti: classi-pollaio, dispersione, calo delle matricole, sicurezza degli edifici scolastici, ecc. Anche qualche contraddizione: concorsi e insieme scuole in rete che scelgono i docenti?! Anche per Pdl vale quanto dice Vittorio Lodolo D’Oria, «non vedo, nei programmi dei partiti in vista delle elezioni, alcuna attenzione alle problematiche degli insegnanti e alla loro salute. Però, se la scuola può ottenere qualcosa, è proprio adesso. I docenti e le loro famiglie sono oltre 3 milioni di voti. Non pochi, vero?» (SETTE, Corriere della Sera, 18 gennaio). Domande: 1) Pdl continuerà con la politica dei tagli? 2) Gelmini verrà riproposta a capo del Miur? 3) La scuola corre questo rischio? Conviene saperlo!

 
07/02/2013 - Refuso (Franco Labella)

Vorrei segnalare al redattore un gigantesco refuso: avete attribuito al Pdl1 (Popolo della Libertà) il testo relativo all’intervista al Pdl2 (Partito del Lavoro). Ci sono tanti gruppi politici nuovi e perciò siete scusati per la confusione. Ma non si può giocare così con l'informazione. Il Pdl1 non esiste più, la Gelmini è stata una invenzione dei giornali comunisti ed i tagli di cui spesso si è parlato per le scuole, in realtà, avevano a che fare con i coiffeur. Quanto al buono-scuola è necessario chiarire che in molte zone d'Italia esiste il cattivo-scuola ed è quello che preferivano la Gelmini ed il Pdl1. Ora il Partito del lavoro giovanile della signora Centemero metterà a posto le cose e noi siamo contenti. A proposito: se la signora Centemero fosse, per ragioni di imitazione servile del marchio, in contatto con quelli del Pdl1 (anche se è improbabile vista la profonda diversità delle rispettive visioni), vorrebbe farsi portavoce di una richiesta? Tenetevi l'IMU, ridateci il Diritto a scuola. Così magari la buona scuola si diffonde. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia2 (che è uguale a quello 1, un po' monotoni forse... ma è per evitare l’imitazione servile di marchio)