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SCUOLA/ Puglisi (Pd): precari, reclutamento, autonomia, ecco cosa faremo

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Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)  Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Si pensi ai “sissini” (coloro che hanno frequentato le Ssis, ndr) contro i precari delle graduatorie, e poi ai precari favorevoli all’inserimento “a pettine” contro quelli favorevoli all’inserimento “a coda”, e oggi ai Tfa ordinari contrari ai Tfa speciali: tutto questo fa male alle persone e al sistema dell’istruzione, perché alla precarietà del vivere degli insegnanti, va aggiunto il danno della precarietà dell’apprendere. Migliaia di studenti ogni anno salutano maestri e professori a giugno, nella quasi certezza di non ritrovarli a settembre, dovendo quindi iniziare il proprio lavoro daccapo. La nostra proposta prevede un piano pluriennale di esaurimento delle graduatorie per eliminare la precarietà dalla scuola (non costa un euro in più stabilizzare chi lavora su posti vacanti) e offrire la necessaria continuità didattica agli studenti. Occorre, poi, un nuovo sistema che leghi la formazione iniziale al reclutamento, selezionando tramite concorso i migliori laureati per l’accesso alla formazione iniziale, secondo numeri programmati al fabbisogno; anno di prova attraverso tirocinio e supplenze brevi accompagnati da un insegnante esperto, firma del contratto a tempo indeterminato. Se tocca a noi, questo sarà il nostro impegno.

Si è parlato in tempi recenti di assunzione diretta dei docenti da parte di scuole o reti di scuole, sulla base dei posti disponibili e dell’offerta formativa di ciascuna scuola. Cosa ne pensa?
Siamo contrari all’assunzione diretta, poiché inevitabilmente porterebbe a favoritismi, a un crescente nepotismo, soprattutto in un paese come il nostro dove, e lo si è visto spesso purtroppo, già si fa fatica a rispettare le regole che ci sono. Un meccanismo di assunzione diretta non premierebbe gli insegnanti migliori, ma quelli che hanno più santi in paradiso o magari una certa tessera di partito o sindacale o associativa in tasca o quelli residenti in una zona piuttosto che in un’altra. Basta ricordare gli appelli leghisti per avere insegnanti “padani” nelle scuole del nord, per immaginare ciò che potrebbe accadere.

Si può valutare un docente? Perché e chi deve presiedere a questo compito?
La valutazione non può essere il “premio o la punizione” per il singolo docente, e il fallimento di Valorizza, il progetto del ministro Gelmini basato sulla “reputazione” individuale è lì a dimostrare come altri debbano essere i metodi. Crediamo che nella scuola non serva maggiore competizione tra docenti, ma una migliore collaborazione. Lo testimonia la scuola primaria, la scuola eccellente prima dei tagli, dove il lavoro e la cooperazione di quei team didattici che la Gelmini ha rottamato permetteva ai bambini e alle bambine italiane di avere livelli di apprendimento tra i più alti d’Europa. Quella cooperazione tra docenti andrebbe incentivata nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Alla valutazione deve o no corrispondere una diversa retribuzione? Ritiene che scatti e anzianità siano la sola strada possibile?
Gli scatti di anzianità non sono l’unica strada possibile per differenziare le carriere degli insegnanti. A quelli si possono aggiungere percorsi di valorizzazione delle competenze dei docenti, svolgendo appieno quella libertà di organizzazione della didattica che è stata già da noi introdotta con la legge dell’autonomia. Questa discussione deve essere affrontata con il nuovo contratto nazionale, che deve permettere una approfondita e aperta discussione per restituire prestigio alla professione di insegnante.

Secondo lei è o non è necessario ipotizzare la definizione di un nuovo stato giuridico dei docenti?



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COMMENTI
10/02/2013 - Il campo del problema non è stato studiato (enrico maranzana)

"Crediamo che nella scuola non serva maggior competizione tra docenti, ma una miglior collaborazione" è un'affermazione che riformula in termini di indirizzo politico quanto la legge ha prescritto da anni. La causa dell'immobilismo dell'istituzione non è stata individuata, non ci si cura di capitalizzare l'esperienza! In rete sono visibili due scritti che, leggendo la realtà scolastica dall'interno, svelano l’origine del disservizio: "A scuola: governance .. assente" e "Valutare la democraticità di una scuola".

 
08/02/2013 - Più 15 miliardi e forse chiudere l'Invalsi? (Vincenzo Pascuzzi)

1) Quanto valgono le promesse elettorali? Come quelle dei marinai? Passata la festa, gabbato lo santo: passato il voto, gabbata la scuola? Da tener sempre presente. 2) Condivido il commento di Paolo Labella. 3) Oggi stesso il neo-cinofilo Mario Monti ha fatto (anzi solo ipotizzato!) una conversione a U. Dall'elogio, nel 2011, a Marchionne e Gelmini, ora propone il recupero degli 8 mld tagliati dalla stessa "beata ignoranza"!! Per ri-approdare nel 2017 proprio dove si era salpati nel 2008!! è un po' come scavare le buche e poi riempirle di nuovo!! 4) Converrebbe che Pd, Pdl, lista Ingroia, e altri che verranno intervistati, prendessero un duplice solenne e prioritario impegno: 1°) mai più nessuna scuola senza carta igienica, sapone, detersivi, scottex, fotocopie, gessetti, pennarelli e magari anche con i bagni puliti più volte al giorno; 2°) mai più nessuna scuola, o preside, che richieda alle famiglie contributi volontari ma "obbligatori". 5) Puglisi, per il Pd, promette un investimento allineato alle medie Ocse: cioè più 3 mld ogni anno; 15 mld nel quinquennio. Bersani ne è al corrente? E' o sarà d’accordo? 6) Pd aveva anche ipotizzato di scuole aperte tutto il giorno. Idea bellissima. Qualcuno ha calcolato che occorrerebbero altri 10÷20 mld. E non basterà una legislatura, occorrerà una generazione. 7) Invalsi è struttura burocratica costosa da ripensare, forse da chiudere. In Francia, il ministro Geneviève Fioraso ha chiuso l’Aéres, agenzia per la valutazione della ricerca.

 
08/02/2013 - Rileggere la Carta Costituzionale? Ma veramente? (Franco Labella)

In cauda venenum. La responsabile scuola del PD si destreggia col benaltrismo perché, parlando della legge di parità scolastica, da un lato evita di proporre una modifica necessaria all'art. 33 C.(Il "senza oneri per lo Stato" continua a stare lì nonostante si provi sempre a dire che i costituenti erano a favore delle scuole paritarie finanziate) dall'altro poi invita, nella parte finale dell'intervista, a leggere anzi a rileggere la Carta Costituzionale. Visto che si occupa di scuola, che ne pensa la signora Puglisi dell'idea di farla leggere anche agli studenti italiani? Non ha nulla da proporre a proposito della materia che non c'è (Cittadinanza e Costituzione) e a proposito della necessità, da lei stessa evidenziata quando parla di rileggere la Carta, di ripristinare nelle scuole superiori lo studio del Diritto e della Costituzione? O gli studenti italiani sono minus habentes rispetto ai cittadini italiani adulti ed ai cittadini europei? Pure questo ce lo chiede l'Europa... le famose raccomanzazioni del Consiglio d'Europa sulle competenze civiche... Che ne dice Francesca Puglisi? Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia (siamo per la par condicio anche nei commenti e siamo finora stati equanimi anche se un po' monotoni, un po' di pazienza e speriamo che i prossimi interventi ci evitino i commenti).