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SCUOLA/ Puglisi (Pd): precari, reclutamento, autonomia, ecco cosa faremo

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Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)  Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

L’autonomia scolastica è ancora tutta da realizzare, e con i tagli dei governi di centrodestra, con la concezione della scuola come specchio della società, anziché come ascensore sociale, ben difficilmente si sarebbe potuta attuare. Autonomia non significa, però, parcellizzare il sistema scolastico italiano in tante scuole dotate ognuna di un proprio status giuridico e finanziariamente lasciate ai propri destini. Dobbiamo tornare a rileggere con attenzione la nostra Carta Costituzionale: la scuola non è un “servizio” che lo Stato eroga ai cittadini, dobbiamo invece considerarla un vero e proprio organo costituzionale, cui è affidato il compito, dall’articolo 3 della Costituzione, di rimuovere gli ostacoli di origine economica e sociale che si frappongono fra i cittadini e la loro piena partecipazione alla vita economica e sociale del Paese. Pensare a una “scuola di mercato” significherebbe ingessare per sempre le differenze di censo e rinunciare a ogni prospettiva di reale mobilità sociale. I livelli di apprendimento che dobbiamo garantire dovrebbero essere uguali da Aosta a Lampedusa, dal centro di Milano alla sua periferia, e per far questo dobbiamo mantenere forte un sistema nazionale pubblico di istruzione. Autonomia significa meno burocrazia, meno centralismo verticistico ministeriale, più spazio alla innovazione didattica, più responsabilità per i vari attori della scuola, non significa che lo Stato detta le regole e poi fa da arbitro, significa anzi che lo Stato e gli enti locali, secondo responsabilità ben definite, sostengono le scuole, i docenti, gli studenti, i genitori, gli Ata, le istituzioni pubbliche e private, affinché il sistema funzioni meglio.

Quindi?
Credo che sia necessaria una forte collaborazione tra scuole, enti locali e imprese per rilanciare l’istruzione e la formazione tecnica e professionale e sostenere il Made in Italy nel mondo. Siamo stati un grande Paese industriale quando abbiamo avuto eccellenti periti industriali. Vogliamo investire nella costituzione di poli dell’istruzione e formazione tecnica e professionale dove si possano innescare virtuose sinergie tra scuole, enti di formazione, mondo dell’università e della ricerca, imprese, enti locali. È necessaria una strategia nazionale che preveda la piena realizzazione di “tutti i tasselli” delle filiera professionalizzante −  percorsi di IeFp, Ifts, Its; apprendistato – individuando anche nella nuova programmazione comunitaria le risorse finanziarie necessarie.



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COMMENTI
10/02/2013 - Il campo del problema non è stato studiato (enrico maranzana)

"Crediamo che nella scuola non serva maggior competizione tra docenti, ma una miglior collaborazione" è un'affermazione che riformula in termini di indirizzo politico quanto la legge ha prescritto da anni. La causa dell'immobilismo dell'istituzione non è stata individuata, non ci si cura di capitalizzare l'esperienza! In rete sono visibili due scritti che, leggendo la realtà scolastica dall'interno, svelano l’origine del disservizio: "A scuola: governance .. assente" e "Valutare la democraticità di una scuola".

 
08/02/2013 - Più 15 miliardi e forse chiudere l'Invalsi? (Vincenzo Pascuzzi)

1) Quanto valgono le promesse elettorali? Come quelle dei marinai? Passata la festa, gabbato lo santo: passato il voto, gabbata la scuola? Da tener sempre presente. 2) Condivido il commento di Paolo Labella. 3) Oggi stesso il neo-cinofilo Mario Monti ha fatto (anzi solo ipotizzato!) una conversione a U. Dall'elogio, nel 2011, a Marchionne e Gelmini, ora propone il recupero degli 8 mld tagliati dalla stessa "beata ignoranza"!! Per ri-approdare nel 2017 proprio dove si era salpati nel 2008!! è un po' come scavare le buche e poi riempirle di nuovo!! 4) Converrebbe che Pd, Pdl, lista Ingroia, e altri che verranno intervistati, prendessero un duplice solenne e prioritario impegno: 1°) mai più nessuna scuola senza carta igienica, sapone, detersivi, scottex, fotocopie, gessetti, pennarelli e magari anche con i bagni puliti più volte al giorno; 2°) mai più nessuna scuola, o preside, che richieda alle famiglie contributi volontari ma "obbligatori". 5) Puglisi, per il Pd, promette un investimento allineato alle medie Ocse: cioè più 3 mld ogni anno; 15 mld nel quinquennio. Bersani ne è al corrente? E' o sarà d’accordo? 6) Pd aveva anche ipotizzato di scuole aperte tutto il giorno. Idea bellissima. Qualcuno ha calcolato che occorrerebbero altri 10÷20 mld. E non basterà una legislatura, occorrerà una generazione. 7) Invalsi è struttura burocratica costosa da ripensare, forse da chiudere. In Francia, il ministro Geneviève Fioraso ha chiuso l’Aéres, agenzia per la valutazione della ricerca.

 
08/02/2013 - Rileggere la Carta Costituzionale? Ma veramente? (Franco Labella)

In cauda venenum. La responsabile scuola del PD si destreggia col benaltrismo perché, parlando della legge di parità scolastica, da un lato evita di proporre una modifica necessaria all'art. 33 C.(Il "senza oneri per lo Stato" continua a stare lì nonostante si provi sempre a dire che i costituenti erano a favore delle scuole paritarie finanziate) dall'altro poi invita, nella parte finale dell'intervista, a leggere anzi a rileggere la Carta Costituzionale. Visto che si occupa di scuola, che ne pensa la signora Puglisi dell'idea di farla leggere anche agli studenti italiani? Non ha nulla da proporre a proposito della materia che non c'è (Cittadinanza e Costituzione) e a proposito della necessità, da lei stessa evidenziata quando parla di rileggere la Carta, di ripristinare nelle scuole superiori lo studio del Diritto e della Costituzione? O gli studenti italiani sono minus habentes rispetto ai cittadini italiani adulti ed ai cittadini europei? Pure questo ce lo chiede l'Europa... le famose raccomanzazioni del Consiglio d'Europa sulle competenze civiche... Che ne dice Francesca Puglisi? Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia (siamo per la par condicio anche nei commenti e siamo finora stati equanimi anche se un po' monotoni, un po' di pazienza e speriamo che i prossimi interventi ci evitino i commenti).