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SCUOLA/ Fermare il declino: via i concorsi, autonomia totale

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Oscar Giannino (InfoPhoto)  Oscar Giannino (InfoPhoto)

È esattamente la nostra proposta, purché, appunto, essa sia accompagnata da un meccanismo di finanziamento che impedisca comportamenti perversi. I dirigenti devono essere responsabilizzati per i risultati ottenuti e deve essere possibile rimuoverli dal loro incarico se non li ottengono. Questa responsabilità deve accompagnarsi ad una vera autonomia nella gestione delle risorse umane e finanziarie della scuola: l’autonomia può essere attuata solo se i dirigenti possono scegliere i docenti adatti ad attuare la linea educativa da essi scelta. L’amministrazione scolastica deve limitarsi a predisporre e verificare il personale disponibile, ma le chiamate devono avvenire dalle scuole.

Si può valutare un docente? Perché e chi deve presiedere a questo compito? Alla valutazione deve o no corrispondere una diversa retribuzione? Ritiene che scatti e anzianità siano la sola strada possibile?
Ci sono molti modi per valutare la performance dei docenti, dai questionari di valutazione di studenti e genitori all’osservazione dei risultati degli studenti (per esempio quelli rilevati dai test Invalsi e Pisa, gli esami di fine ciclo, eccetera). In aggiunta a questi strumenti “oggettivi” deve pesare la valutazione complessiva dei colleghi e dei dirigenti scolastici. Tutte queste informazioni devono essere utilizzate per determinare la carriera e la parte variabile del reddito degli insegnanti (che deve crescere, sia in valore assoluto sia come quota del reddito complessivo). L’anzianità non dovrebbe essere un criterio di determinazione del reddito o della carriera, o comunque dovrebbe contare molto poco.

Secondo lei è o non è necessario ipotizzare la definizione di un nuovo stato giuridico dei docenti?
Il docente deve essere un dipendente della scuola a tempo pieno. Nella nostra proposta di riforma del mercato del lavoro però proponiamo di equiparare il contratto di lavoro dei dipendenti pubblici a quello dei dipendenti privati, un altra fonte di iniquità nel mercato del lavoro di cui si parla poco. Questo richiede, naturalmente, una complementare riforma della pubblica amministrazione che fornisca adeguati incentivi ai dirigenti pubblici. Ci rendiamo conto che questo è un processo complesso, ma è necessario avviare il percorso.

Veniamo alla valutazione delle scuole. Che ruolo deve/può giocare la valutazione dei singoli istituti per il miglioramento del nostro sistema scolastico?
Nel nostro schema le scuole vengono finanziate principalmente in funzione del numero di studenti che le frequentano. È utile che una quota del finanziamento sia legata alla valutazione della loro efficacia complessiva, misurata per esempio dai risultati degli studenti nei test, dalla rapidità con cui trovano lavoro una volta terminato il ciclo di studi e della percentuale di laureati che si registra tra gli studenti di quella scuola. Ma la funzione primaria delle valutazioni deve essere un’altra: ossia orientare la scelta degli studenti e delle famiglie. Per questo le valutazioni sugli istituti devono essere trasparenti e divulgate nel modo più capillare possibile, in modo che tutti sappiano quali sono le scuole migliori e che gli istituti siano incentivati a impegnarsi per guadagnare reputazione.

Cosa pensa delle rilevazioni nazionali Invalsi sull’apprendimento degli studenti? Fare per Fermare il declino cosa propone?



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COMMENTI
10/02/2013 - Anche M.L. King sognava... (Franco Labella)

Con tutto il rispetto dovuto a Palazzi e a Moro vorrei ricordare che anche M.L. King aveva un sogno. Quello di Moro e di Palazzi, oltre a scontrarsi con una realtà perfino più dura di quello che hanno dovuto affrontare i neri d'America, ha, però, tutte le caratteristiche dell'incubo. Per una ragione semplice: che questo è un Paese dove, per non ammettere un errore di valutazione ed una violazione delle norme, siamo perfino costretti a nasconderci dietro i bollettini meteo. Insomma oltre al destino cinico e baro pure la neve serve a coprire gli errori. E siccome non voglio essere criptico, chiarisco che mi riferisco alla vicenda del concorso rimandato per le nevicate ad orologeria, quelle che devono durare esattamente 48 ore senza lasciti di strade ghiacciate et similia. Ne ho scritto stamani da qualche altra parte ed a quello rimando per chi voglia approfondire occupandosi di realtà anzichè di sogni. E se il principio di responsabilità a cui sembra far riferimento Palazzi quando immagina la scuola come il mercato ma che deve garantirci libertà ed efficacia educativa, dovrebbe caratterizzare i vertici di chi amministra, beh siamo messi bene... E mi fermo qui, visti i precedenti. Anche se, stavolta, i giudici mi concederebbero l'attenuante della provocazione :-))))

 
10/02/2013 - Chi non crede nei sogni non sa cambiare la realtà (Sergio Palazzi)

Poter cambiare la Costituzione è un valore della nostra Costituzione. Il suo articolo più nobile a me pare infatti il 138, quello che stabilisce come farlo: perché ammette che non è rivelazione divina ed immutabile ma opera di menti umane, in un certo momento storico, spinte da determinate contingenze. La si è già cambiata molte volte, non sempre in meglio. Ma in attesa di ulteriori modifiche, diamo senso a quanto c'è già nel modificato titolo V, rendiamo reale l'autonomia! Non si capisce perché solo nella scuola ("autonoma") sia una bestemmia fare quel che fanno le altre pubbliche amministrazioni che "autonome" non sono, e però assumono un dipendente, stradino o direttore generale, in base ad una prova di concorso locale. Si presentano dei candidati in possesso di certi requisiti, una commissione sceglie il più adatto. Apre a misfatti e irregolarità? Identifichiamoli e correggiamoli. Non ce ne sono di meno nel metodo attuale, con la differenza che il responsabile è l'anonimo ed imperseguibile moloch. Vero, se i cittadini conoscessero di più diritto e economia, capirebbero meglio anche tali meccanismi! Nel mondo in cui viviamo Andrea Moro e io, pur lontani millanta miglia, è possibile sognare persino cose così semplici. In quel mondo libertà, merito, responsabilità sono parole dal suono bellissimo. Che nel mondo in cui vive Labella abbiano ben altro suono è chiaro già da un po'. Ma inseguire un sogno può servire a svegliarsi da un incubo e a costruire una realtà migliore.

 
09/02/2013 - Il libro dei sogni (Franco Labella)

Indubbiamente le nuove formazioni politiche sono quelle più visionarie. Se poi interviene chi vive in un'altra realtà il risultato non può essere che il libro dei sogni. Mi limito ad osservare che: per abolire la previsione concorsuale occorre modificare la Costituzione in almeno due articoli. L'idea che il servizio scolastico sia finanziato della capacità attrattiva verso i "clienti" farebbe la felicità di mafia e camorra perché è del tutto evidente che le scuole che operano in realtà deprivate non riescono a "fidelizzare" manco i docenti figuriamoci gli studenti. Trovo, perciò, singolare anche se molto americano che fra gli elementi per la valutazione ci siano il parere del dirigente e dei colleghi ma non la valutazione del contesto in cui la scuola opera. Ancora piu' significativo considerando che il prof. Moro è un economista è l'assenza di qualsiasi valutazione sul rapporto tra risorse ed offerta formativa. Perché scrivere che il POF non può essere condizionato dalle ristrettezze e dai tagli senza indicare un obiettivo minimo di cambiamento nella politica degli investimenti sull'istruzione mi pare sintomo di una certa velleità del progetto politico complessivo. In ultimo rinnovo anche all'economista Moro una richiesta: tenetevi l'IMU, ridateci lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori. Il "collega" Moro e soprattutto Giannino saranno d'accordo ma se lo dichiarassero pubblicammente sarebbe un reale segnale di "novità"...almeno in questo.