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SCUOLA/ Città della scienza, nelle fiamme se n'è andata una parte di giovani

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Le principali sezioni espositive hanno, man mano negli anni, rappresentato per le scuole il percorso naturale, di impostazione metodologica delle unità di apprendimento e dei percorsi di approfondimento che si progettavano per il curricolo, con uno sguardo attento e consapevole alla prospettiva educativa che si deve poter dare ai ragazzi che vivono in un territorio difficile e faticoso. Per questo la perdita è ancora più cocente: arrivare a Città della Scienza significava far “vedere” ai ragazzi che, in un pezzo di terra dalla bellezza suggestiva, sfregiato da un complesso industriale in disuso − scelta miope di politica occupazionale −, la bellezza vince perché, sul brutto, il nuovo e bello nasce ed educa, prepara nell’oggi il futuro. Questo luogo educativo a noi caro per “dove” era messo e per “come” era organizzato già a guardarlo ti diceva che un’altra Napoli e un’altra scuola è possibile, adesso.

Val la pena far capire al lettore cosa si poteva “fare” in questa Città costruita nel tempo. Attraverso un percorso di esperimenti interattivi, osservazione di fenomeni, illusioni percettive, la Palestra della Scienza consentiva ai ragazzi di seguire una sorta di filo d’Arianna alla scoperta delle leggi di natura e della complessità dei sistemi naturali. In questa sezione i ragazzi potevano replicare e sperimentare alcuni fenomeni legati al comportamento della corrente elettrica e dei campi magnetici, osservare il comportamento dei fluidi in movimento, studiare gli effetti delle forze, comprendere le proprietà della luce, del colore e le problematiche della visione, considerare le variazioni nel tempo e nello spazio di un corpo in movimento, studiare le proprietà delle onde, osservare sperimentalmente alcuni fenomeni che si verificano nel vuoto, effettuare esperienze scientifiche che permettono di individuare alcune regolarità che descrivono il comportamento della natura.

Nell’Avventura dell’Evoluzione per mezzo di un “racconto” avvincente erano presentati i grandi temi  trattati dalla biologia, come il mistero che ancora avvolge la vita, la sua origine e la sua diversificazione incessante, l’unicità dei caratteri della specie umana. E attraverso film, audio, reperti antropologici, “morphing”, strumenti di osservazione di ogni tempo, giochi interattivi – come quello della lettura del codice genetico – si consentiva ai ragazzi di ripercorrere il cammino evolutivo della Terra e delle specie che la popolano e  comprendere l’unicità dei caratteri evolutivi della specie umana. Il messaggio era che in tale dinamica evolutiva gli aspetti sociali, culturali e biologici sono talmente interdipendenti da rendere imprevedibile la linea di percorso che essa seguirà. In questa sezione un punto di ascolto permetteva di avvicinarsi alle ricerche di Darwin, Lamarck e Mendel sull’origine della vita e uno spazio informativo illustrava la storia della Terra confrontandola con quella dei pianeti più vicini.



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