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SCUOLA/ La libertà di educazione a convegno: meno redditometro, più ragione

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Il secondo step del convegno si è occupato di temi istituzionali di forte attualità: valutazione e parità. “La valutazione. Conoscere per crescere” il titolo proposto. Il primo intervento di carattere tecnico lo ha tenuto Tommaso Agasisti che con puntualità ha messo in evidenza, con dati alla mano, le note differenze dei livelli di apprendimento su base territoriale delle diverse zone del Nostro Paese (fino ad arrivare ad un enorme gap di 22 punti tra Nord Est ed Isole, dati Iea), nonostante i voti ufficiali degli esiti degli esami di Stato siano uguali, ed il falso tabù di una proporzionalità diretta tra spesa per l’istruzione e livelli di apprendimento poiché i dati internazionali indicano il contrario (Italia: alta spesa pro capite e basso livello, Finlandia: media spesa pro capite ed alto livello). Ha dedicato inoltre una parte del suo intervento a dare ai responsabili delle scuole presenti “indicazioni didattiche” circa la lettura dei dati Invalsi e l’uso che ogni scuola può farne per conoscersi meglio e per utilizzarli al fine di un piano di miglioramento della propria scuola.

Prendendo spunto dal provvedimento varato il giorno 8 marzo dal Consiglio dei ministri, coglie l’occasione per darne un giudizio positivo soprattutto per la scelta di puntare non solo alla valutazione del sistema, ma alla valutazione di ogni singola scuola, ritenendo importante che ogni scuola valuti la propria situazione e la propria realtà e che confrontandosi con i dati di sistema messi a disposizione dal Ministero sappia comprendere meglio il suo posizionamento e gli eventuali margini di miglioramento.

Ha chiuso il suo intervento con la lettura provocatoria di una frase di Domenico Starnone (tratto da Ex Cattedra e altre storie di scuola, 2011) riferita ad una sua studentessa: “Scriverei (di lei), mi sono detto: spirito ribelle, intelligente, colta come questa scuola non riuscirebbe a render colti in cent’anni: sarebbe stata così anche se io non fossi mai stato suo insegnante”, trasformandola nell’auspicio che il lavoro di ognuno di noi non sia così, ma, svolto con passione, possa incidere ed aiutare alla propria crescita ognuno dei nostri studenti.

Nel secondo intervento sulla valutazione il Sottosegretario Elena Ugolini, partendo dalla citazione di una frase di Marilyn Monroe: “lascio agli altri la convinzione di essere migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare”, ha subito evidenziato che in una scuola in cui troppo spesso preconcetto ed ideologia valgono più dell’evidenza, un sistema di valutazione diventa fondamentale e la scelta, fatta dopo una decina di anni di elaborazione, di introdurlo formalmente per tutte le scuole, potrà essere occasione di svolta per il miglioramento complessivo della nostra scuola. Ha indicato quelli che, a suo avviso, sono i nemici del miglioramento: la presunzione (meglio di me non c’è nessuno) e la parzialità (non tener conto di tutti i fattori della realtà), contrapponendoli a quelli che considera gli amici del miglioramento: convinzione che si può sempre migliorare (categoria della possibilità) e desiderio di paragonarsi (c’è sempre qualcuno da cui imparare). 



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