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SCUOLA/ La libertà di educazione a convegno: meno redditometro, più ragione

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Nel suo intervento, l’on Raffaello Vignali (Pdl) ha condiviso la preoccupazione espressa da Fioroni circa la necessità di operare affinché non si facciano passi indietro sul considerare la scuola paritaria scuola pubblica, facente parte dell’unico sistema nazionale, ed ha stigmatizzato l’errata opinione corrente, anche nel mondo politico, che tende a considerare l’istruzione un costo e non un investimento.

A suo avviso si dovrebbe puntare nel breve sulla natalità (puntando a politiche familiari) e nel medio periodo all’istruzione e premiare chi crea ricchezza: le famiglie con figli, le famiglie che investono in istruzione, le imprese che investono per lo sviluppo. Ha rivendicato interventi a favore della famiglia fatti nella legge di stabilità con detrazioni a favore di figli con meno di 3 anni o portatori di disagio e ha proposto di bloccare la modifica dell’Isee - perché premia solo il reddito, per assurdo favorisce gli evasori e non tiene conto in modo reale della famiglia - sostituendolo con altra modalità quale il fattore famiglia.

Si è detto contrario all’attuale impostazione del redditometro e del “pensiero” che sta alla base della sua impostazione (tecnocratico e ispirato a Bankitalia). Oggi sembra che “avere un figlio sia un diritto, averne due sia un lusso e la loro istruzione un extra lusso”. Ha rammentato che entra in vigore la Tares, che si basa sui metri quadri degli immobili e non sulle persone che vi abitano e che considera un errore il principio che "chi più inquina, più paga”, per assurdo anch'esso contro la famiglia dato che chi ha più figli, più “produce”. Vignali ha infine concluso ricordando ai detrattori di investimenti sulla scuola una frase posta all’ingresso dell’Università di Harvard: “Se pensi che la conoscenza costi troppo, prova l’ignoranza”.

Il presidente Masi ha concluso affermando che la difesa dell’esistente si ottiene facendo passi avanti; per questo bisogna puntare ad avere stanziamenti triennali e non più annuali. Libertà di educazione vuol dire aiuto alle famiglie: ha proposto di modificare la parte della dichiarazione dei redditi dove è indicato che la detrazione della spesa di istruzione può essere fatto solo entro i limiti di spesa sostenuti nella scuola statale. 

Il Convegno si è concluso con una relazione di Marco Bersanelli. Lo scienziato ha ripreso il tema fondamentale del convegno ricordando che occorre prendere coscienza del fenomeno educativo, che l’uomo, a differenza di altri esseri viventi, ha necessità di essere seguito e curato per un lungo periodo dopo la sua nascita per diventare adulto, che la scuola è solo un elemento di questo processo, che il processo educativo non è mai finito e ci deve essere sempre la consapevolezza della propria incompletezza; che la scuola deve aiutare lo studente alla riscoperta dell’io, del suo essere uomo per acquisire la capacità di usare la sua ragione e la sua libertà.




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