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SCUOLA/ Stellacci (Miur): il nuovo Regolamento premia l'autonomia delle scuole

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Noi oggi questo noi oggi non lo sappiamo: lo sappiamo per sentito dire, ma questo non basta per poter dire che una scuola è migliore di un’altra.

Secondo lei il grado attuale di autonomia delle scuole è rispondente agli scopi che si prefigge − o meglio, a quelli idealmente auspicati dal nuovo regolamento?
Secondo me sì. Tutti sparano sull’autonomia, dicono che non è mai partita, che è ingessata, che è sotto tutela, ma non non è così. Penso che l’autonomia di una scuola, ben intepretata, voglia dire la consapevolezza di inserirsi in un determinato territorio, la capacità di intercettare i suoi bisogni formativi e di progettare un’offerta formativa che possa rispondere a quei bisogni. Per me l’autonomia è questa. Ma senza valutazione ogni capacità progettuale è frustrata in partenza.

Capacità che sarà anche rendicontata.
Infatti, non dimentichiamolo. Ma la ratio del regolamento non è tanto quello di costringere le scuole a rendicontare; il fine essenziale è quello di mettere le scuole in condizione di conoscersi bene, di fare un identikit dei propri punti di criticità e di forza, e di poter progettare azioni di miglioramento. Un cruscotto di indicatori per poter essere consapevoli e responsabili.

Cosa può dirci della sperimentazione Vales in atto?
Non avremmo mai immaginato quanto le scuole stessero attendendo uno strumento come questo. Ci facciamo spesso bloccare da contrasti, dissensi, contestazioni dimenticando che gran parte delle scuole sa quali sono i problemi e vuole superarli. Io per prima ho potuto costatare la disponibilità e la volontà dei dirigenti scolastici e dei referenti della valutazione di conoscere gli strumenti offerti per iniziare un percorso di miglioramento.  È proprio vero che le scuole sono sempre più avanti di quello che l’amministrazione pensa. Vanno soltanto guidate con trasparenza, con chiarezza e certezza di tempi.

Le scuole della sperimentazione appartengono a tutto il territorio nazionale?
Sono 300 scuole del Vales − 200 del sud e 100 del nord −, alle quali si aggiungono le scuole che già stavano sperimentando il progetto Valorizza, altre messi in campo dall’ex ministro Gelmini e infine il grosso gruppo rappresentato dalle 850 scuole assegnate ai nuovi ds. Non ci sono le scuole della Lombardia perché i ds non sono stati ancora nominati a causa del blocco del concorso.

Uno dei componenti del progetto è il corpo ispettivo. Ma esiste un corpo di ispettori dedicato?
Questo effettivamente è un punto nero del quadro. Si sta espletando un concorso per dirigenti tecnici destinati a costituire il corpo ispettivo. Va avanti da cinque anni, siamo alle prove orali.

Un concorso?



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