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SCUOLA/ Burocrati o leader educativi? Presidi a convegno

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Il primo compito di chi dirige la scuola della sussidiarietà deve quindi diventare quello di collaborare a creare condizioni che favoriscano esperienze culturali ed educative ricche di significati per i giovani, capaci di suscitare motivazioni che preparano personalità in grado di entrare a pieno titolo nella vita attiva.

Ovviamente, nonostante le tristi e recenti polemiche sui contibuti delle famiglie alle scuole, polemiche che hanno visto l’Amministrazione centrale lanciare minacce non troppo velate ai dirigenti scolastici, è difficile immaginare qualsiasi nuovo percorso innovativo a prescindere dalla decisione di tornare ad investire sulle professioni della scuola e sulla scuola in generale, con scelte nuove che diano credito alle scuole autonome, alle comunità professionali, alle famiglie ed alle comunità locali alle quali le scuole appartengono.



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COMMENTI
20/03/2013 - Due cose che nessuno commenta (Mauro Monti)

L'articolo di Pellegatta ha il grande pregio di evidenziare due questioni che nessuno sembra curare: il dimensionamento disfunzionale delle scuole (rispetto al loro compito) e il sovraccarico di compiti a cui il preside italiano è sottoposto. Ci si stupisce dei ritardi dei processi di innovazione, dimenticando che essi vanno accompagnati e diretti con una attenzione alla didattica che diventa impraticabile con l'elefantiasi delle istituzioni e con il continuo dirottamento di energie sulle questioni meno essenziali. L'attenzione alla scuola non è solo quella alle sue risorse, ma anche e soprattutto ad un modello organizzativo che consente di realizzare la sua missione.

 
20/03/2013 - Leader educativi: uno slogan! (enrico maranzana)

“Curare e sostenere l’avventura della conoscenza e l’intrinseca dimensione educativa è il cuore del compito direttivo nelle scuole”. Proposizione da decifrare. La “promozione di capacità e di competenze ATTRAVERSO conoscenze e abilità” è la finalità della scuola. Il dirigente scolastico ha la responsabilità di “animare” gli organismi responsabili della progettazione formativa, della progettazione educativa, della progettazione dell’istruzione, vincolando la loro attività al rispetto del mandato che hanno ricevuto. Lo scritto sembra non tener presente che educare è un problema complesso e, come per andar sulla luna, è necessaria l’attività congiunta di diversi soggetti: il compito del dirigente scolastico è quello di portare a unità, coordinandola, il lavoro degli operatori scolastici. Una questione che è stata sgrossata nello scritto visibile in rete “Chi ostacola la riqualificazione del lavoro del docente?”