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SCUOLA/ Istruzioni per uscire dalla "trappola" dello studio

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Maggiormente si poteva puntare sul concetto di alternanza formativa, pure molto trattato nella pagine interne, intesa come «intreccio pedagogico-didattico strutturale che esiste tra teoria e azione, tra cognitività e manualità, tra esperienza formativa intenzionale (insegnamento) e funzionale (apprendimento), tra le discipline adoperate come mezzi per il lavoro e per la vita e le discipline considerate fini culturali da apprendere a partire dal lavoro e dalla vita, tra compiti scolastici astratti e formalizzati e compiti sociali concreti ed autentici, tra cultura in senso sia classico, sia antropologico e qualità della vita personale che faccia sintesi di tutte le esperienze e i pensieri di ciascuno». 

Ecco: il testo è un manifesto dell’efficacia del metodo dell’alternanza. E lo è a tal punto da viverla anche nell’organizzazione dei capitoli, nei quali troviamo insieme alla trattazione dottrinale il racconto di esperienze pratiche e la ricerca delle radici storiche. Così come nella realtà formativa, anche in quella editoriale il metodo pare funzionare, poiché il volume è particolarmente utile, non un veicolo di autoincensante nozionismo accademico.



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COMMENTI
24/03/2013 - Didattica laboratoriale: un cambiamento strategico (enrico maranzana)

La didattica laboratoriale rimuove il tradizionale rapporto medico-paziente (uno conosce, l’altro si adegua) per sostituirlo con la progettazione di situazioni stimolanti, atte a collocare gli studenti sul terreno della ricerca, motivandoli autenticamente. Una scelta obbligata in quanto le competenze, finalità del sistema educativo, non possono essere insegnate; si apprendono con l’esercizio. In rete “Laboratorio di matematica: il teorema di Pitagora” mostra la direzione del necessario cambiamento.