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SCUOLA/ Tfa speciale, al via la "giusta sanatoria". Con alcune questioni aperte

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Il provvedimento, di cui al momento conosciamo solo le anticipazioni e che diventerà efficace solo dopo essere stato registrato alla Corte dei Conti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è costituito da un pacchetto di tre decreti inglobati l’un nell’altro: Tfa speciale, percorso universitario e nuova tabella di valutazione dei titoli culturali e di servizio validi per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie di II fascia di istituto. In sostanza, si regolamenta l’accesso al Tfa senza «superamento di prove di accesso» per «i docenti non di ruolo, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici» sprovvisti di qualsiasi abilitazione e in possesso dei requisiti previsti dal DM n. 249/2010, che «abbiano maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale».

Si è molto parlato del calcolo di questi anni di servizio.
I tre anni vengono computati come somma dei servizi svolti «nella stessa classe di concorso», ciascun anno scolastico «per un periodo di almeno 180 giorni ovvero quello valutabile come anno di servizio intero». Non sono quindi valutabili a questo fine gli anni con servizio inferiore a 180 giorni e non sono cumulabili giorni di anni diversi.

Veniamo al percorso universitario.
Il percorso universitario formativo del Tfa speciale è limitato alla acquisizione dei soli 41 crediti formativi universitari relativi «alla verifica e al consolidamento della conoscenza delle discipline oggetto di insegnamento della classe di concorso e al perfezionamento delle relative competenze didattiche», «alla acquisizione delle competenze digitali» con particolare riferimento all’uso dei linguaggi multimediali, e «all’acquisizione delle competenze didattiche atte a favorire l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità». Non sono richiesti i 19 crediti relativi al tirocinio a scuola previsti per il Tfa ordinario, in quanto considerati assolti «in virtù dei particolari requisiti di servizio» che consentono l’accesso al Tfa speciale. I corsisti che hanno riportato almeno 18/30 in ciascuno degli insegnamenti previsti accedono all’esame finale con valore abilitante, che «consiste nella redazione, nell’illustrazione e nella discussione di un elaborato originale».

Il nostro prof ottiene l’abilitazione. Cosa fa?
È opportuno sottolineare come anche il decreto sul Tfa speciale ribadisca che i titoli di abilitazioni conseguiti al termine del percorso «non consentono l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento», ma danno diritto esclusivamente all’iscrizione nella II fascia della graduatorie d’istituto per le supplenze e costituiscono requisito di ammissione alle procedure concorsuali ordinarie. Nessun “passaporto” per il posto fisso, quindi.

Il percorso si articola in tre fasi: prova nazionale, percorsi abilitanti da effettuare in università, prova finale. Le sue osservazioni su questi tre step previsti dal decreto?



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