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SCUOLA/ Tfa speciale, al via la "giusta sanatoria". Con alcune questioni aperte

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

TFA SPECIALE - Il ministro Profumo ha firmato il Decreto rettificativo e integrativo del DM n. 249/2010, prevedendo l’avvio del controverso Tirocinio formativo attivo (Tfa) speciale. Accusato di essere una sanatoria e di abilitare docenti senza merito perché esclusi dalle prove del Tfa ordinario, il Tfa speciale è “nato” nel maggio 2012, quando ci si rese conto che esistevano docenti laureati, privi di abilitazione ma con anni di servizio nella scuola, persone - come ammise lo stesso ministro Profumo in una intervista al Corriere - «che nella realtà il tirocinio l’hanno già fatto». Un percorso abilitante ad hoc, quindi, che come tale ha suscitato aspre polemiche. Ora il decreto c’è e il Tfa speciale ha tutte le carte in regola - o quasi - per partire. Ilsussidiario.net ne ha parlato con Fabrizio Foschi, presidente di Diesse.

L’atteso decreto è finalmente stato firmato dal ministro. Si tratta davvero di una sanatoria?
Il decreto, di cui aspettiamo di leggere il testo, contiene aspetti che lo fanno apparire, in effetti, come una sanatoria. Da qui le proteste di una parte dei docenti non ancora abilitati che stanno svolgendo il Tfa ordinario. Nello stesso tempo, occorreva tenere conto di quegli insegnanti non abilitati di cui lo Stato si è servito per le supplenze e che hanno accumulato alcuni anni di servizio. Da questo punto di vista non è solo una sanatoria. Il decreto inoltre, ma molti trascurano questo punto, non riguarda soltanto il Tfa speciale. La prima parte del decreto, infatti, sancisce una modifica sostanziale del DM n. 249/2010 a proposito delle modalità di calcolo dei posti da mettere annualmente a disposizione per il Tfa ordinario della fase transitoria, stabilendo che venga determinato «sulla base del fabbisogno di personale docente abilitato nelle scuole del sistema nazionale di istruzione e formazione professionale», compreso anche tutto quello supplente.

In pratica?
Secondo i dati forniti dalla Relazione tecnica allegata allo schema di decreto (Atto Camera n. 535), i 20mila posti del Tfa ordinario attualmente in corso potrebbero diventare 3 o 4 volte di più per il prossimo anno e i seguenti. Tali misure però intervengono in modo discontinuo su una materia che è incandescente: si tratta del futuro professionale di numerosi giovani insegnanti, tra i quali molti sono motivati e preparati. Per questo gli errori commessi nel recente passato, vedi prove d’accesso al Tfa, non depongono a favore di chi amministra la complessa procedura. In questo senso, sarebbe bene che l’amministrazione si aprisse a competenze che non sono solo interne.

C’è dunque il principio del riconoscimento di un percorso abilitante speciale, e ci sono tre singoli decreti organizzativi: l’impianto è coerente?



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