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SCUOLA/ Editoria digitale, le case editrici: i docenti sono indietro

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Il dibattito, coordinato dal vicepresidente di Diesse Lombardia, Giancarlo Sala, ha mostrato un pubblico numeroso, attento e partecipe del problema. Nell’animato confronto, la richiesta di una docente è stata la seguente: non blanditeci con promesse di diminuzione del nostro lavoro qualora utilizzassimo i vostri prodotti, bensì metteteci a disposizione prodotti di qualità. I rappresentanti delle case editrici si sono mostrati sensibili alle richieste, ma hanno sottolineato che, dal loro osservatorio, la percezione è di avere una classe docente scarsamente interessata e con bassa competenza nelle Tic. A riprova di quanto l’editoria digitale sia ancora lontana dalla quotidianità hanno riportato un dato: i libri digitali gratuitamente messi a disposizione quest’anno dalle case editrici sono stati scaricati da meno del 5% dei potenziali utilizzatori. 

È un dato che fa pensare e pone domande urgenti: come mai il livello attuale è così basso? È un problema di studenti privi di device opportuni? O di docenti che ignorano – nella didattica e/o nella competenza − il formato elettronico dei libri? E, a seguire: è realistico, partendo da questi dati, imporre nel 2014/15 la graduale adozione di libri digitali o misti? Tutte domande che andranno riaffrontate e per le quali i rappresentanti delle case editrici si sono dichiarati disponibili ad un ulteriore incontro. Anche questo, se si guarda alla litigiosità che da sempre ha caratterizzato i rapporti fra diverse case editrici di libri di testo cartacei, non può che stupire positivamente.

Certo che se una assenza si è individuata è stata quella del ministero, che dovrebbe fornire una spinta alla dotazione, da parte di ogni istituzione scolastica, di un’efficiente struttura di supporto in termini, soprattutto, di rete (banda larga, rete wi-fi di scuola ecc.) e di aggiornamento del personale della scuola.

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