BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Libri digitali, come evitare la "guerra dei mondi"?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

InfoPhoto  InfoPhoto

Intendo dire che la virtù si apprende e si fa propria dopo essere stati indotti a sperimentarla (banalizzando un po’, è come imparare ad indossare con regolarità le cinture di sicurezza in macchina).

Non c’è il rischio di una imposizione dall’alto?
Per evitare il rischio di imposizione dall’alto basta anticipare l’obbligo dal basso, anche gradatamente, con buon senso e con un occhio attento alle trasformazioni di contesto più ampio. Non credo che il sistema scolastico italiano possa permettersi di restare “scollato” dalla rimanente realtà quotidiana. Non è immaginabile un ancoraggio fermo al tradizionale cartaceo − a scuola − contro la fruizione abbondante di multimediale che avviene nel doposcuola di un adolescente.

Il nuovo supporto, non essendo concepito semplicemente come una versione informatica del cartaceo ma come una “rete” di contenuti correlati, cosa chiederà ai docenti?
L’evento del digitale all’interno del sistema educativo rappresenta un momento di sostanziale cambiamento delle modalità relazionali tra gli attori che operano nella scuola. Sarebbe limitante e sbagliato concepire le nuove tecnologie semplicemente come una somma di nuove funzioni; si tratta di una moltiplicazione di opportunità, di nuove modalità relazionali e di pensiero. L’aspetto della didattica è quindi solo uno dei lati che devono essere rivalutati all’interno dello scambio educativo di un processo formativo. L’approccio con la rete e nello specifico con l’e-book  deve essere inteso come un nuovo ambiente di comunicazione e di apprendimento.

Bene. Ma il caro vecchio libro era (ed è) una “cosa” fisica, palpabile, che si può sottolineare, scarabocchiare, appuntare. Ritiene che questa sia una fase destinata ad essere superata?
La modalità di fruizione di un e-book non offre certamente la stessa “esperienza di lettura” che si vive, e che siamo abituati a vivere, con un libro cartaceo, anche se di fatto la funzione che l’e-book svolge è del tutto analoga alla funzione che finora hanno svolto e ancora svolgono alcuni prodotti editoriali classici. Con alcune differenze importanti. Differenze che riguardano soprattutto la velocità e l’economia della distribuzione nella prospettiva dell’editore, nella facilità di duplicazione per il lettore, combinate ad alcune potenzialità altrettanto rilevanti come l’ipertestualità e l’efficacia degli strumenti di ricerca. Non ultime le comodità di accesso a magazzini capienti: in un unico leggero supporto si può avere tutta la biblioteca di casa sempre in tasca. Fin qua il ragionamento è molto razionale e sembra propendere a favore del libro digitale…

Ma?
Ma cambiamo registro e mettiamoci nell’ottica del vissuto esperienziale, anche emotivo, del lettore.  Focalizziamo sulla funzione di “fissaggio” che alcuni libri hanno avuto nella vista di ognuno: i libri scolastici dell’adolescenza con disegni, appunti, i libri delle vacanze legati alle memorie, ecc…  oppure pensiamo all’esperienza dell’entrare in libreria e guardare le copertine, toccare la carta, sentire il profumo dell’inchiostro. È un vissuto plurisensoriale.

Dunque? Si può ritrovare in un e-book questa dimensione “sentimentale”? 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
29/03/2013 - Profumo innovatore illuminato e... scroccone (Vincenzo Pascuzzi)

Il ministro Profumo vuole/vorrebbe fare bella figura di innovatore illuminato ma a .... scrocco cioè a spese degli insegnanti e delle famiglie degli studenti. E' facile infatti firmare decreti che impongono l'e-book (nel caso specifico) scaricandone su altri gli adempimenti e i costi. «Non è neanche vero che le famiglie risparmieranno in quanto su di esse "si vogliono far ricadere i costi di acquisto delle attrezzature tecnologiche (pc, portatili, tablet, …), quelli della loro manutenzione e quelli di connessione, che nelle altre esperienze europee e degli altri paesi a ovest e a est dell’Europa sono solitamente affrontate con consistenti finanziamenti pubblici"». Così scrive Giulia Boffa, su orizzontescuola.it ("Editori contro Profumo: si vogliono vendere solo i tablets, non curandosi di costi e salute degli studenti").

 
29/03/2013 - vestire alla modo un moribondo (enrico maranzana)

“La psicologia insegna che spesso è uno stato di necessità a fornire l’indispensabile motivazione al cambiamento” da cui l’inderogabilità d’individuare e di precisare l’origine del bisogno. Ricerca che DEVE iniziare dall’orientamento del sistema educativo italiano: la promozione e il consolidamento delle capacità e delle competenze dei giovani. Questo è il nodo che lo scritto non sviluppa: le competenze, sostanza dell’apprendimento, sono i comportamenti esibiti da chi affronta un compito, sono comportamenti attraverso cui le capacità si manifestano. Il bandolo della matassa è: le competenze non possono essere insegnate, le competenze si acquisiscono con l’esercizio.