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SCUOLA/ Libri digitali, come evitare la "guerra dei mondi"?

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Credo non sia possibile, non allo stesso modo: certamente l’e-book comporterà un universo esperienziale diverso e peculiare, ma non questo. Per questi motivi credo che libro cartaceo e libro digitale resteranno modalità parallele con applicazioni preferenziali in un ambito piuttosto che in un altro. Non credo che il digitale possa sostituirsi interamente.

In generale, a che cosa stiamo assistendo secondo lei in Italia con questo e altri simili provvedimenti? Ad una fuga in avanti, ad un recupero del nostro terreno perduto, ad un giusto risparmio? O cos’altro?
Probabilmente le ragioni sono un po’ tutte quelle che ha elencato, aggiunte alla necessità, che tra qualche tempo sarà resa più consapevole, dell’opportunità di riduzione del consumo di carta, sia per motivi ecologici che economici. Il recupero del terreno perduto, soprattutto rispetto ad altri paesi europei, diventa bisogno urgente quando i tempi del confronto tra gli stakeholder coinvolti è eccessivamente dilatato; non dimentichiamoci inoltre le legittime esigenze di risparmio delle famiglie relativamente alle spese che possono essere razionalizzate.

Avanti tutta, dunque.
Credo però che la riuscita dell’operazione debba prevedere equilibro, misura e gradualità. È un cambio di regime che ha bisogno del rispetto dei tempi di interiorizzazione dei nuovi comportamenti.

 



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COMMENTI
29/03/2013 - Profumo innovatore illuminato e... scroccone (Vincenzo Pascuzzi)

Il ministro Profumo vuole/vorrebbe fare bella figura di innovatore illuminato ma a .... scrocco cioè a spese degli insegnanti e delle famiglie degli studenti. E' facile infatti firmare decreti che impongono l'e-book (nel caso specifico) scaricandone su altri gli adempimenti e i costi. «Non è neanche vero che le famiglie risparmieranno in quanto su di esse "si vogliono far ricadere i costi di acquisto delle attrezzature tecnologiche (pc, portatili, tablet, …), quelli della loro manutenzione e quelli di connessione, che nelle altre esperienze europee e degli altri paesi a ovest e a est dell’Europa sono solitamente affrontate con consistenti finanziamenti pubblici"». Così scrive Giulia Boffa, su orizzontescuola.it ("Editori contro Profumo: si vogliono vendere solo i tablets, non curandosi di costi e salute degli studenti").

 
29/03/2013 - vestire alla modo un moribondo (enrico maranzana)

“La psicologia insegna che spesso è uno stato di necessità a fornire l’indispensabile motivazione al cambiamento” da cui l’inderogabilità d’individuare e di precisare l’origine del bisogno. Ricerca che DEVE iniziare dall’orientamento del sistema educativo italiano: la promozione e il consolidamento delle capacità e delle competenze dei giovani. Questo è il nodo che lo scritto non sviluppa: le competenze, sostanza dell’apprendimento, sono i comportamenti esibiti da chi affronta un compito, sono comportamenti attraverso cui le capacità si manifestano. Il bandolo della matassa è: le competenze non possono essere insegnate, le competenze si acquisiscono con l’esercizio.