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SCUOLA/ Così la "generazione Spritz-Aperol" ha cambiato (in peggio) i nostri giovani

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Il fenomeno ha inizio appunto nel 1978, e permane fino verso la metà degli anni 80: comprende quindi le generazioni che raggiungono la licenza media inferiore tra il 1975 ed il 1985; quindi nati e cresciuti, grosso modo, tra il 1960 ed il 1975, ovvero nel periodo “clou” di una delle due rivoluzioni che Pasolini indica come uniche vere rivoluzioni del popolo italiano: la Resistenza ed il ’68. La domanda è: come è possibile che giovani generazioni nate in quel periodo, anche da genitori che avevano certamente “fatto il ’68”, abbiano avuto una propensione così bassa all’iscrizione alla scuola media superiore e, quindi, abbiano dato alla scuola ed alla ricerca del sapere un valore così scarso? 

Una possibile risposta si può trovare proprio in Pasolini (La Droga: una vera tragedia italiana in Corriere della Sera del 24 luglio 1975): purtroppo non è piacevole, e il quadro delle ipotesi scientifiche psico-biologiche che si apre è devastante per la scuola italiana e per il nostro paese più in generale. Se qualcuno avesse il dubbio che la denuncia di Pasolini sia frutto della sua particolare esperienza di vita e quindi abbia una limitata validità statistica e generale, si consideri che dagli studi internazionali Health Behaviour in school-aged children (Hbsc), condotti con regolarità in un gran numero di paesi europei, e non europei, aderenti alla Who (World Health Organization) emerge che l’Italia (nel 2000) sta ai primi posti per il consumo di alcol tra i giovani dagli 11 ai 15 anni (il target di età della ricerca in oggetto). La figura tratta dal rapporto Hbsc 200 è impressionante: a 15 anni il 50% dei giovani beve almeno una volta alla settimana, e le percentuali a 13 e 11 anni sono veramente elevate rispetto agli altri paesi dell’indagine (si può scaricare la sola figura dal seguente link).

Come bene spiega il rapporto “…La frequenza e l'intensità del consumo di alcol risultano indipendenti dall’intelligenza degli adolescenti o dalle loro capacità accademiche. Tuttavia, diversi studi mostrano una chiara relazione tra consumo di alcol e scarso rendimento a scuola (Hawkins et al., 1992). Uno studio svolto in Germania da parte di di Nordlohne (1992) ha dimostrato che sia il bere che il fumare tra gli adolescenti possono essere previsti sulla base dello scarso rendimento a scuola. In questo contesto, l’alcool servirebbe principalmente per compensare lo stress emotivo relativo a queste esperienze di scarse prestazioni. A ciò va sommato ovviamente l’effetto negativo derivante dalla delusione delle aspettative dei genitori e dai conflitti derivanti. Gli studi, dunque, evidenziano che esiste una relazione tra rendimento scolastico e il consumo di alcol: il bere può essere visto sia come il risultato che la causa degli insuccessi scolastici. 



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