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SCUOLA/ Insegnanti picchiano un disabile: cosa c'è in quelle teste?

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Barbiano e Barbarano: solo due vocali e una consonante a diversificare due nomi di paesi della provincia italiana che paiono quasi identici. Una differenza abissale, invece, nel loro significato sociale, pedagogico e psicopatologico.

A Barbiana in provincia di Firenze don Lorenzo Milani fondò una scuola di grande significato simbolico e sociale ispirata da un principio sintetizzato nel motto I care, in inglese “mi sta a cuore”. Barbiana  fu un atto d’accusa nei confronti della scuola tradizionale, definita “un ospedale che cura i sani e respinge i malati”, in quanto non si impegnava a recuperare e aiutare i ragazzi in difficoltà, mentre valorizzava quelli che già avevano un retroterra familiare positivo, esemplificando questo genere di allievi con il personaggio di “Pierino del dottore” (cioè Pierino, figlio del dottore, che sa già leggere quando arriva alle elementari).

A Barbarano in provincia di Vicenza, invece, i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato e  tradotto in carcere a Verona una professoressa di sostegno, Mariapia Piron, e un’operatrice socio assistenziale Oriana Montesin per maltrattamenti nei confronti di un ragazzo autistico di quattordici anni. Denunciata anche una bidella. Con il consenso della famiglia, gli inquirenti hanno sistemato sul corpo del giovane microfoni e telecamere, con i quali hanno potuto accertare quel che chiunque (o quasi) stenterebbe a credere. Il ragazzo veniva picchiato, era oggetto di gesti ripetuti di vilenza fisica e verbale. L’adolescente, per il suo stato di disabilità, non è stato in grado di raccontare ciò che subiva, ma ne porta e porterà chi sa per quanto tempo i segni.  

Il giudice ha dichiarato che non si comprende il motivo di tanto accanimento né se vi sia stato un episodio di innesco della violenza. L’insegnante di sostegno pare si sia resa conto di aver travalicato, ma dice di essere stata esasperata da quel ragazzo.

Questo gravissimo episodio mette in luce l’esistenza nella classe docente di forme di sofferenza psicopatologica (già descritte e analizzate nel 2005, insieme a Vittorio Lodolo D’Oria, il sottoscritto, la maestra Anna di Gennaro, e i colleghi Iossa e Tripeni, nel libro Scuola di Follia).

Da un punto di vista epidemiologico psichiatrico nulla di strano purtroppo: la sofferenza psicopatologica è ubiquitaria nella popolazione generale, con diverse incidenze a secondo della fascia sociale, economica e culturale e quindi è possibile che anche un insegnante soffra di disturbi psicopatologici; ma certamente ciò che preoccupa sono le conseguenze collettive di questi disturbi, in un’età in cui i ragazzi sono più indifesi e non in grado di elaborare traumi con strumenti mentali adeguati (per quanto possano esserci adeguati mezzi per rendere ragione di atti violenti irrazionali). 



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