BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Sechi: la parità ha bisogno del modello-Bersani. E di un libro bianco

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

I contestatori, a parte il bigottismo ideologico della libertà di insegnamento “senza oneri per lo Stato”, rilevano un elemento pratico, il fatto che a Bologna il circuito delle scuole comunali non riesce a trovare posto a tutti i bambini che vorrebbero. La lista d’attesa all’inizio dell’anno registrava 463 bambini. Ma questi “esclusi” hanno trovato progressivamente sistemazione grazie all’impegno del Comune che ha aperto 9 classi comunali. Pertanto, oggi il numero degli esclusi rimasti nelle graduatorie di accesso si è ridotto a 103.

C’è dunque un’emergenza-posti nel sistema della scuola pubblica bolognese? In realtà l’emergenza riguarda i costi dell’istruzione per le fasce di età tra i 3 e i 5 anni. La spesa comunale non è in grado, neanche a Bologna, di soddisfare la domanda. Infatti se gli escusi nel settore comunale sono appena 103, nel settore privato (cioè le paritarie) sono stati contati 95 posti vacanti.

Il Comune dovrebbe redigere un libro bianco per accertare 1. se questo “buco” riflette l’indisponibilità di un nucleo di famiglie a iscrivere i propri figli nelle scuole paritarie (cattoliche per lo più); 2. oppure, se il costo dell’educazione delle giovanissime generazioni in questi istituti ha un costo così elevato (si parla di rette di 600-800 euro mensili) da costringere molti genitori a rinunciare.

Dunque, il finanziamento pubblico di cui si chiede l’abolizione sarebbe assolutamente insufficiente a fronteggiare i bisogni reali della popolazione.

C’è poi l’elemento relativo alla parità scolastica. Grazie al ministro (allora Pds) Luigi Berlinguer dal 2000 l’istruzione è un servizio pubblico «costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali». Ne è derivato un sistema pluralistico che non ha più al proprio centro lo Stato-impiccione delineato da un giurista come Vittorio Emanuele Orlando, tanto caro ai vecchi e nuovi giacobini che hanno prevalso sul liberalismo di origine risorgimentale. Ne è un segno la loro avversione alla sussidarietà concepita come un interesse di parte. Tale pluralismo è ben rappresentato da ciò che accade a Bologna con la convenzione tra Comune e scuole paritarie, che è − è bene precisarlo − un contributo erogato dal Comune sulla base di un’intesa tra le parti.

Nel libro bianco che che il sindaco Merola dovrebbe far preparare sarebbe opportuno verificare quanto sia effettivo il pluralismo. La strada mi pare quella 1. di esaminare il livello delle rette pagate alle scuole convenzionate, perché se esse non avessero un costo ragionevole non si potrebbe parlare di effettivo diritto di scelta delle famiglie più povere a favore delle scuole paritarie private; e 2. di esaminare, e pretendere, che l’attività per l’educazione e per l’istruzione delle scuole paritarie non statali non sia inferiore, ma equipollente a quella fornita dagli istituti statali. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
21/04/2013 - commento (francesco taddei)

le scuole paritarie necessitano comunque di una retta che non tutti sono in grado di pagare. quindi l'istruzione non è accessibile a tutti. nel 2013!