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SCUOLA/ Ai nostri studenti serve di più Orwell o Isidoro di Siviglia?

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A partire da questo presupposto, l’opera si articola in due libri: il primo tratta delle differenze tra le parole, procedendo all’incirca per grandi aree tematiche (il cosmo, la morale, la società, la geografia); il secondo recupera il significato di tutte quelle parole che riguardano Dio e l’uomo, trattando vari temi religiosi (la trinità, la creazione, la grazia e il libero arbitrio…). Basta un solo esempio per vedere la ricchezza di questo processo di riscoperta del mondo attraverso le parole. Come si dice stelle in latino? Ecco la differenza “tra sidera e astra, stellas e signa. Sidera si chiamano quelle che i marinai osservano per stabilire la rotta; astra sono invece le stelle grandi, come Orione; stellae quelle più piccole o complesse, come le Iadi e le Pleiadi; signum è ciò che dà luogo all’immagine di un essere vivente, come Toro, Scorpione e simili” (I.2). Diciamo che, se dentro a una sola parola c’è tanta abbondanza, il mondo dev’essere qualcosa di veramente grandioso e sconfinato!

La seconda opera – Sinonimi – è invece un dialogo tra Homo – la personificazione di ciascun uomo – e la sua ragione (Ratio). L’uomo è affranto dal male e non ha più alcuna speranza per sé; la ragione gli viene in soccorso, invitandolo a conoscere se stesso, per poter poi agire bene. Dapprima gli fa comprendere che lui ha peccato davanti a Dio, e lo invita perciò a chiedere perdono; in seguito gli indica la strada per una retta condotta morale in varie situazioni di vita. I sinonimi c’entrano perché tutta l’opera è scritta in brevi frasi che ripetono parole e gruppi di parole simili, così che ne sia facilitata la meditazione e la memorizzazione. Ad esempio, nel suo lamento iniziale l’uomo esclama: “Io, quell’uomo dal nome sconosciuto, uomo di fama oscura, uomo di infima stirpe, conosciuto solo da me, noto soltanto a me…” (I.6); in seguito la ragione lo esorta così: “Conosci, o uomo, te stesso, conosci che cosa sei, conosci perché sei sorto, per quale ragione sei nato, a quale scopo sei stato generato, perché sei stato creato…” (II.1). L’aspetto più interessante di queste pagine sta proprio nella fusione tra l’insegnamento grammaticale e quello spirituale. La lingua non è infatti insegnata – come ci si potrebbe aspettare – tramite aride nozioni, regole e tabelle, ma mettendo in scena la vicenda esistenziale dell’uomo; allo stesso tempo, il tema filosofico del senso della vita dell’uomo è trattato proprio attraverso lo strumento del linguaggio.

L’ultima opera – le Etimologie – è invece un maestoso affresco di tutto il sapere ereditato dall’antichità, e intende consegnare al lettore la conoscenza del mondo a tutti i livelli. Si trovano perciò libri dedicati alle arti liberali (il cosiddetto trivio e quadrivio, cioè le discipline grammaticali e scientifiche di base); altri trattano delle religioni e delle filosofie antiche; della vita in società (lingue e popoli, strutture politiche, militari e familiari); della cultura materiale (città e artigianato).



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