BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Ai nostri studenti serve di più Orwell o Isidoro di Siviglia?

Pubblicazione:

Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

La convinzione che sostiene l’opera è che le parole permettono di instaurare un rapporto chiaro con la realtà, essendo esse mezzo che introduce l’uomo a conoscere l’essenza delle cose; infatti, ancor prima ancora delle parole, “le lettere sono indici delle cose, segni delle parole, e sono talmente potenti, da riuscire a dirci senza voce le parole di chi non è presente” (I.III). Trattando ad esempio della musica (disciplina assai più complessa di quel che intendiamo oggi con tale parola), scopriamo che: “Senza musica nessuna disciplina può essere perfetta, niente esiste senza di essa. Infatti si dice che il mondo stesso sia tenuto insieme da una certa armonia di suoni, e che lo stesso cielo ruoti sotto la modulazione dell’armonia. La musica muove gli affetti, provoca i sentimenti ad atteggiamenti opposti” (III.XVII).

È fuor di dubbio che accostare oggi opere come quelle proposte risulta arduo e lontano dalla nostra sensibilità, e tale lavoro è giustamente lasciato agli specialisti; è però altrettanto indiscutibile il fatto che da un autore di millequattrocento anni fa ci arriva un messaggio quanto mai attuale per chiunque si occupi oggi di educazione e insegnamento. Se dovessimo riassumere in uno slogan la lezione di Isidoro, non sbaglieremmo di molto affermando: “Riconquistiamoci le parole: riconquisteremo il mondo”; guardiamole, interroghiamole, studiamole, usiamole, litighiamoci anche, e impareremo a conoscere ogni cosa con un gusto maggiore, e ad agire con più intelligenza.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.