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SCUOLA/ Parità, a Bologna c'è un pensiero che confonde la giustizia con l'egemonia

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A dispetto della realtà dei fatti, l'ideologia intrisa di statalismo che sopravvive a Bologna mette a repentaglio il futuro di centinaia di bambini e di famiglie che rischiano di rimanere fortemente penalizzati e addirittura estromessi dal sistema d'istruzione cittadino. La battaglia in difesa delle convenzioni in atto con le scuole dell'infanzia paritarie, che rappresentano peraltro un timido ma coraggioso inizio della parità scolastica per l'equità fiscale delle famiglie, è una battaglia innanzitutto culturale, supportata da ragioni e da numeri incontrovertibili, non confessionale, costituzionale, per una democrazia pluralistica e sostanziale.

Tale battaglia nasce dall'esperienza positiva di quasi vent'anni di collaborazione e di integrazione tra offerta pubblica e non statale, perché servizio pubblico non è soltanto ciò che è dello Stato, bensì tutto ciò che nasce per il popolo, per il bene di tutti e di ciascuno. Questa battaglia non deve dividere ma anzi unire tutti gli uomini di buona volontà, trasversalmente, dalla politica alla società civile, dai cattolici ai laici, nella difesa della libertà di scelta delle famiglie, per una scuola libera e veramente pubblica, per l’equità e per la qualità dell’istruzione.

Il Comitato “+scuolextutti" ha redatto un manifesto rivolto a quanti condividono la necessità e l'esigenza di mantenere ed anzi rafforzare il sistema integrato d'istruzione che a Bologna ha garantito un livello qualificato di risposte ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie. La posta in palio non è un bene di una parte contro un'altra, non un progetto di egemonia e nemmeno un privilegio per pochi, ma l'offerta di un contributo e la vita di un'esperienza per il bene comune di tutti e della città.

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