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GOVERNO LETTA/ Scuola: Ministro Carrozza, ora ridia fiducia agli insegnanti

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Il neoministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza (Immagine d'archivio)  Il neoministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza (Immagine d'archivio)

Un governo che ridia fiato e spazio ai docenti non deve appiattirsi sull’assistenzialismo sindacale, né deve trattarli come individui indistinti da selezionare e premiare secondo standard asettici decisi in qualche cabina di regia che con la scuola ha ben poco a che fare. Un governo cui stia a cuore la scuola come risorsa fondamentale per il Paese può fare molto, senza lanciarsi in operazioni avveniristiche che finiscono per stravolgere il ruolo della scuola equiparandola magari ad un supermarket della conoscenza. Può semplicemente creare le condizioni affinché all’insegnante sia riconosciuto il valore che gli spetta, di professionista che ha scelto il mestiere del docente perché nella comunicazione di ciò che insegna intende verificare il legame con l’ideale cui appartiene totalmente. 

Dare spazio e maggiore libertà ad insegnanti che si immedesimano in un ideale educativo, riconoscendo la bellezza dei brani di realtà che consegnano alle coscienze degli allievi anzitutto come sfida per la propria vita: questo dovrebbe fare un governo di servizio. Non somministrare gli ideali, magari in confezioni usa e getta, ma ampliare gli spazi di autonomia e di libertà perché chi nella scuola è soggetto professionale possa esercitare la propria responsabilità. Non è difficile e non costa nemmeno tanto, perché si tratta di ripensare e valorizzare l’esistente, anzitutto. È a partire dalla ricostruzione di fiducia del soggetto che sarà poi possibile, magari senza attendere troppo, ridisegnare una carriera del docente, rivedere senza abolirlo il Tfa, rimettere in moto l’organico dell’autonomia, allacciare legami organici tra scuola e università senza sterili contrapposizioni.



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