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SCUOLA/ Tfa speciale, istruzioni per non perdersi

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TFA SPECIALELo scorso 24 marzo 2013 il ministro Profumo ha firmato tre decreti ministeriali concernenti la formazione iniziale degli insegnanti.

Il primo di essi, rettificativo e integrativo del D.M. n. 249/2010, oltre a prevedere nuovi criteri di programmazione del numero dei posti dei docenti abilitati necessari per il funzionamento del sistema formativo nazionale, ha affiancato al Tfa ordinario percorsi abilitanti riservati (il cosiddetto Tfa speciale), come misura transitoria limitata. 

Il secondo decreto riguarda proprio l’istituzione e l’attivazione dei Tfa speciali; mentre il terzo, non ancora pubblicato, concerne l’aggiornamento delle graduatorie di IIa fascia di istituto (adempimento, tra l’altro, previsto dalla normativa vigente ogni tre anni, con prossima scadenza nella primavera 2014).

Tale ulteriore intervento è stato voluto dal Miur innanzitutto per colmare un vuoto normativo (nella tabella vigente, in quanto preesistente al D.M. n. 249/2010, non era infatti prevista la valutazione del titolo di abilitazione che sarà conseguito da quanti stanno frequentando il Tfa ordinario, né tanto meno quello che sarà conseguito al termine del percorso abilitante speciale); in secondo luogo per differenziare i punteggi conseguiti tramite le due diverse tipologie di percorsi (ordinario e speciale).

Tre provvedimenti distinti, quindi, che costituiscono però un unico pacchetto normativo. Già questa tripartizione “formale” ci segnala una certa complessità d’intervento: può perciò essere utile provare a mettere un po’ di ordine – per quanto possibile e senza alcuna pretesa di esaustività – sulle norme che regoleranno l’attivazione e lo svolgimento dei cosiddetti Tfa speciali, tralasciando gli ulteriori elementi contenuti nei DM.

Chi può accedere ai Tfa speciali? - Ai sensi dell’art. 15 comma 1-ter del D.M. 249/2010 così come modificato, ai percorsi formativi abilitanti speciali possono partecipare «docenti non di ruolo, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici, che, sprovvisti di abilitazione ovvero di idoneità alla classe di concorso per la quale chiedono di partecipare e in possesso dei requisiti previsti al comma 1, abbiano maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999-00, fino all’a.s. 2011-2012 incluso, almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale» (in quest’ultimo caso il servizio prestato nei Cfp è valutato solo se prestato per garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione a decorrere dall’a.s. 2008-2009). Ai fini del calcolo è valido anche il servizio prestato nel sostegno. Inoltre «Ai fini del raggiungimento dei requisiti previsti dal presente comma, è valutabile il servizio effettuato per un periodo di almeno 180 giorni ovvero quello valutabile come anno di servizio intero» (il suddetto requisito si raggiunge anche cumulando i servizi prestati, nello stesso anno e per la stessa classe di concorso o posto, nelle scuole statali, paritarie e Cfp).

Infine «gli aspiranti che abbiano prestato servizio in più anni e in più di una classe di concorso optano per una sola di esse (fermo restando il diritto a conseguire ulteriori abilitazioni nei percorsi ordinari di cui al comma 1)».



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