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SCUOLA/ Masi (Cdo Opere ed.): il caso-Bologna richiama al realismo il governo Letta

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Dal dibattito in corso a Bologna (sul referendum consultivo per abrogare i contributi comunali alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata) emergono con grande evidenza alcuni fatti, rilevanti per tutto il paese.

1. La scuola paritaria accoglie una parte significativa di alunni ( il 21% dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia a Bologna; un milione di alunni, pari al 12% degli studenti italiani, a livello nazionale);

2. La presenza della scuola paritaria assicura un grande risparmio alle casse dello Stato e degli enti locali (ogni studente di scuola statale costa oltre 7mila euro all’anno (fonte: OECD Education at a glance 2010). Il Comune di Bologna spende 6.900 euro all’anno per ogni alunno di scuola comunale dell’infanzia);

3. Il sostegno economico al servizio pubblico svolto dalle scuole paritarie rappresenta una modalità virtuosa, ancorché ancora del tutto insufficiente, di utilizzare le risorse della collettività (il Comune di Bologna alle paritarie che accolgono il 21% dell’utenza riserva il 2,8% delle risorse che destina alla scuola dell’infanzia; lo Stato alle paritarie che accolgono il 12% degli alunni  destina lo 0,85% delle risorse previste per l’istruzione);

4. Se la scuola paritaria  riducesse ulteriormente la propria presenza, sarebbe impossibile per gli enti preposti assicurare la stessa quota di servizio (con le stesse risorse assicurate oggi agli oltre 1.700 alunni delle scuole dell’infanzia paritarie, il Comune di Bologna potrebbe al massimo attivare altri 145 posti nella scuola comunale, senza alcuna possibilità di reperire ulteriori risorse, stante i vincoli del patto di stabilità; il Miur negli ultimi anni è continuamente costretto a tagliare i costi dell’istruzione).

La presenza delle scuole paritarie, a Bologna e in Italia, è un fatto che rappresenta evidentemente una grande risorsa per le nostre città e per il Paese. Per le tante persone che si dedicano con  passione all’educazione dei più giovani, per il servizio pubblico svolto, per il risparmio assicurato allo Stato, per la possibilità di scelta garantita alle famiglie. 

Per Bologna, come per l’Italia, una strada si impone in modo evidente per il futuro della scuola: investire sulla sussidiarietà, nell’ambito del sistema scolastico nazionale (costituito ex legge 62/2000 da “scuole statali e scuole paritarie, private e degli enti locali”).



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