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SCUOLA/ Recalcati: il vero maestro? Un "sergente nella neve"

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Basta anche un libro per fare l’incontro col padre. Glielo spiego con un episodio simbolico. Ad un festival letterario mi chiesero quali fossero per me i cinque libri più importanti. Non è facile rispondere a una simile domanda. Pensandoci, credo di poter dire che sono quei libri che fanno sì che niente, per me, per noi, sia più come prima. L’incontro con un padre è la stessa cosa: è un incontro per cui, da quel momento, niente è più come prima.

E a lei quale libro è venuto in mente?
Quando me lo chiesero ebbi come un’apertura di inconscio. «Ho ancora nel naso l’odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato…». È l’inizio del Sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, il primo libro che ho letto in vita mia per intero. Mi ricordo che lo leggevo poco alla volta, per non finirlo. Il libro che ci cattura non è quello che vorremmo finire subito, ma quello che non vorremmo finire mai. È questa l’esperienza che Telemaco oggi attende.

Cioè un’esperienza che dischiude alla possibilità di nuove letture, di un nuovo incontro col mondo.
Sì, ma perché innazitutto è un’esperienza che cambia il lettore. Il narratore cambia la nostra vita non per la narrazione delle cose, che pure ha un suo grande rilievo, ma perché ci porta ad una inedita capacità di lettura come apertura al mondo, a nuovi mondi. Questo ritengo che debba fare un padre. Il migliore antidoto alla crisi è che un insegnante, ogni mattina, sia un «sergente nella neve».

(Federico Ferraù)



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