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SCUOLA/ Uno studente: ministro Carrozza, ci salvi dal "bonus maturità" di Profumo

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Francesco Profumo (InfoPhoto)  Francesco Profumo (InfoPhoto)

Inoltre tale provvedimento asseconda le migrazioni di studenti dalle regioni del Mezzogiorno alle regioni del nord, trovando così meno “concorrenza” ai test di ammissione. Siamo certi del fatto che in questo modo si migliori la nostra formazione? Rendendo il sistema sempre più ricco di discriminazioni, in virtù di un’equità teorica non si produce invece l’esatto opposto? 

Chiediamo dunque al neoministro dell’Istruzione Prof.ssa Carrozza di prendere in seria considerazione tali perplessità, agendo tempestivamente a tutela della totalità degli studenti, rimodulando i criteri di ammissione all’università, valorizzando il percorso, ma soprattutto garantendo l’uguaglianza sociale.

Massimiliano Rossignoli, presidente della Consulta provinciale studentesca di Varese




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COMMENTI
15/05/2013 - Le due Italie 2 (Ruber Valentina)

Il ministero si rende conto delle ricadute che tale novità avrà sul comportamento delle commissioni scolastiche, laddove esse sono già molto ottimiste? E’ giusto? Non è meglio lasciare le cose come stanno? I detrattori del test pensano che sia equo penalizzare chi è più onesto? Sì, bandita ogni forma di fastidiosa retorica, ho scritto “onesto”; e aggiungo anche chi studia di più nel contesto di un sistema emi-italico, certamente non perfetto, ma più virtuoso. Ovviamente (mi pare superfluo specificarlo) le eccellenze sono equamente distribuite in TUTTA Italia, ma la docimologia, che altro non è che l’anello di una catena rispettivamente virtuosa e viziosa, rispecchia le due Italie. È ovvio che sarebbe preferibile poter fare affidamento sul voto di diploma, ma non si possono ignorare dati che muovono tutti nella stessa direzione illustrando una radicata tendenza: bisogna prenderne atto e incentivare comportamenti virtuosi e DISincentivare comportamenti viziosi. Non è affatto giusto che qualcuno per farcela debba dimostrare di essere molto più bravo del suo concorrente oppure che qualcuno, pur più bravo, venga escluso da un concorrente beneficiario di valutazioni gonfiate; non è neppure utile all’Italia nel suo complesso…

 
15/05/2013 - Le due Italie 1 (Ruber Valentina)

Il fenomeno rilevato da Rossignoli a proposito dell’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso funesta ogni livello e ogni ambito in Italia. Per esempio, nel concorso per docenti in corso la percentuale di promozione e i punteggi al test oggettivo sono inversamente proporzionali al tasso di promozione e ai punteggi del successivo scritto e dell’orale che comportano una valutazione soggettiva. I risultati del test di accesso al Tfa hanno avuto il medesimo andamento regionale del test concorsuale e dei test di accesso ai corsi di laurea (andamento regionale inversamente proporzionale alle valutazioni soggettive scolastiche e universitarie). Per fortuna concorso e Tfa si esplicano a livello regionale (comunque in passato, quando non si applicavano le soglie per accedere all'abilitazione, il Mezzogiorno ha prodotto uno spropositato numero di insegnanti abilitati, poi confluiti nelle GaE del Nord). I dati combaciano (si può anche individuare la regione maglia nera di Italia) e la convergenza non può non apparire significativa. Sulla base del punteggio riportato nel test gli studenti dell’Italia meridionale sarebbero penalizzati nell’accesso ai corsi di laurea (lo dimostrano le ipotetiche graduatorie nazionale degli anni passati, le quali fotografano l’Italia), ecco che li si soccorre introducendo il fattore distorsivo che è il voto di diploma, onde evitarne l’esclusione.