BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Il rush finale, una "domanda" che interroga i docenti

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Ci siamo spesi per un 30 per cento degli studenti del nostro istituto. L’altro 70 è rimasto al palo. Già, perché siamo entrati in “pausa didattica” per aiutare i ragazzi con debiti. “Pausa didattica”... una definizione che andrebbe vietata in tutte le scuole del Regno. Strano che i genitori (quelli che entrano in gioco a maggio) non si facciano mai questa domanda: ma che si fa a scuola durante una “pausa didattica”? Strano che nessuno abbia la curiosità di andare a verificare cosa vuol dire questo singolare ossimoro. Comunque, la famosa pausa didattica si è succhiata tutte le risorse. I corsi di approfondimento, i progetti, la valorizzazione delle eccellenze... è saltato tutto. Come si fa a dire che le scuole non fanno niente? Fanno tanto, invece, ma male. O forse non fanno quello che si dovrebbe veramente fare.

E qui mi trovo fondamentalmente d’accordo con Mereghetti: “La soluzione non è un corso di recupero, ma un faccia a faccia con chi è in difficoltà”. Perché chi è in difficoltà spesso e volentieri è uno che non ha la famiglia che lo sostiene, che lo segue, che lo educa. È il figlio di genitori poco presenti, poco attenti, troppo compiacenti. È uno studente che studia col computer acceso, con la pagina di Facebook sempre aperta. Non ha motivazioni, non ha costanza, non ha neanche grande stima di sé. Nessuno gli ha fatto capire che quel suo stare a scuola c’entra con la sua vita, che non è una parentesi, o una condanna. Quello che va male è spesso un alienato. E noi pretendiamo di aiutare uno così con un breve, ma costosissimo, “corso di recupero”? Ma ci crediamo veramente? Ma questi corsi li facciamo perché siamo convinti di risolvere il problema, o solo perché così ci mettiamo a posto col ministero e con le famiglie?

I ragazzi di oggi hanno bisogno di qualcuno che si coinvolga con loro, che stia con loro per il loro bene, per una costruzione. Non hai la presenza dei genitori? Io sarò quella presenza. Non hai amici validi? Io sarò quell’amico. Non hai una compagnia con la quale tutto sarebbe più bello e più interessante? Io sarò quella compagnia. Ma questo, tutto questo, si può fare a scuola? Si può fare a orario? Si può fare a partire da criteri sindacali? La questione, e la sfida, è tutta qui.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.