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SCUOLA/ Ugolini: si può migliorarla senza conoscerla?

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Ad esempio, una rilevazione esterna degli apprendimenti in italiano non potrà mai misurare la capacità di argomentare oralmente o di saper scrivere un testo; un test non potrà mai rilevare se in un istituto professionale alberghiero i ragazzi hanno imparato a fare bene i pasticcini. È solo allargando il set di indicatori presi in considerazione e coinvolgendo la scuola stessa che si può avere un quadro non ridotto in modo forzato e arbitrario ad alcuni dati centrali.

L’Invalsi e gli altri soggetti coinvolti − Il coordinamento del processo descritto nel Regolamento è affidato all’Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema Scolastico (Invalsi). L’Invalsi ha lo scopo di realizzare le rilevazioni esterne degli apprendimenti, di mettere a disposizione delle singole istituzioni scolastiche strumenti relativi al procedimento di valutazione, in base alla direttiva triennale del ministro.

Il Regolamento prevede la presenza di nuclei di valutazione esterna che vadano nelle scuole a constatare de visu la situazione. Il coordinamento dei nuclei di valutazione è affidato innanzitutto a ispettori, ma vede la presenza di altri due esperti di cui uno proveniente direttamente dal mondo della scuola e l’altro con competenze diverse in relazione alle situazioni peculiari che si presentano in ogni istituto. Questo nucleo di tre persone, in base alle caratteristiche delle scuole, può aiutare non solo a fare diagnosi, ma anche a proporre strade percorribili.

Se questa collaborazione fra più “voci” è utile per i nuclei di valutazione, ciò sarà ancora più vero per la messa a punto e per la realizzazione dei piani di miglioramento. Le scuole autonome, infatti, possono decidere da chi farsi aiutare. Nel Regolamento si parla a questo proposito del ruolo fondamentale dell’Indire, ma si elencano anche: università, associazioni disciplinari, professionali, centri di ricerca.

In questo processo, sarà fondamentale anche il coinvolgimento dei genitori e della comunità di appartenenza. Di fatto il primo risultato delle azioni di valutazione della scuola consiste nella pubblicazione di un Rapporto di rendicontazione sociale, che sarà la dovuta informazione sulle azioni intraprese per il miglioramento e sui risultati effettivamente ottenuti. La pubblicazione dei rapporti sarà di fatto un passo fondamentale nella direzione del rendere conto che la stessa autonomia scolastica da sempre richiede.

Rendere conto di quel che si fa aiuta a farlo meglio. La ricerca internazionale dimostra che la sola esistenza di prove centralizzate e di sistemi di accountability ha effetti positivi sul sistema scolastico. Si tratta di una forma di achievement press: quando la qualità viene presidiata e diventa interesse dei soggetti implicati, essi stessi divengono i protagonisti del processo di valutazione e di miglioramento. Così il Regolamento parla esplicitamente della rendicontazione sociale come pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti, in una dimensione di trasparenza e di condivisione con la comunità di appartenenza.

Del resto un Sistema Nazionale di Valutazione serve a tutta la collettività: alla singola scuola per crescere, a chi la gestisce, ai docenti, ai dirigenti, agli studenti, ai genitori. Nello stesso tempo un Sistema Nazionale di Valutazione è uno strumento importante anche per chi governa la scuola, sia a livello centrale che periferico, per prendere decisioni mirate e consapevoli che, riguardano milioni di persone e, in definitiva, i nostri figli e il futuro del nostro Paese.



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COMMENTI
18/05/2013 - Appunto... (Enrico Gori)

Da specialisti della scuola come voi ci si sarebbe attesi azioni intelligenti ed incisive per migliorare la situazione. L'ultimo articolo di SERGIO BIANCHINI evidenzia un problema serio che, probabilmente, sta alla radice dei cattivi risultati: il gigantismo del curriculum, che poi, si lega all'eccesso di personale docente evidenziato in una recente ricerca dello scrivente. Invece no! Avete pensato bene di sviare l'attenzione, sollevando polveroni sulla questione dei test e della valutazione che, purtroppo, è questione tecnica e va lasciata ai tecnici. I test oggettivi esistono, e purtroppo per voi, hanno una valenza generale in tutti i paesi. E purtroppo per voi dicono che i giovani di questo paese, nelle discipline fondamentali, quelle che sarebbero presenti in qualsiasi curriculum (gigante o meno) stanno troppo indietro. E questo è e costituirà per il futuro uno dei freni allo sviluppo... purtroppo... per tutti noi.

 
16/05/2013 - Appunto... (Giorgio Israel)

Si può migliorare la scuola senza conoscerla? Certo che no. Eppure c'è chi pretende di farlo "somministrando" certi test che, ancor più che dimostrare che non si conosce la scuola, dimostrano che non si è mai avuto a che fare con un bambino "reale" bensì soltanto con l'immagine di un bambino fabbricata in una fucina teorica.