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SCUOLA/ Dall'autonomia alla valutazione: il caso del Trentino

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Le verifiche hanno, in realtà, diversi scopi: hanno finalità formativa, perché l’alunno può verificare lo stato del proprio apprendimento e può ridefinire gli obiettivi di apprendimento per rendere migliori le proprie performances. Ogni verifica è, dunque, preziosa occasione di autovalutazione per lo studente. Hanno scopo informativo per l’insegnante, che, dall’analisi degli errori dei propri alunni, riceve informazioni importanti sul loro stato di apprendimento e può riformulare la propria progettazione didattica per rispondere in modo più efficace alle esigenze formative che sorgono in itinere. Ogni verifica è occasione di autovalutazione per l’insegnante. Infine, la verifica ha carattere certificativo quando, strutturata, al termine di un percorso, di un quadrimestre, di un anno scolastico o di un biennio, ha l’obiettivo di valutare le performances dello studente. 

La valutazione è esplicitata attraverso la formulazione di un giudizio o di un voto su una prova o su un percorso di apprendimento e può essere relativa solo ai prodotti di una performances (per esempio in un test di abilità) oppure può prendere in considerazione sia i prodotti che i processi. La didattica per competenze spinge il focus della valutazione dal prodotto verso il processo e sposta la finalità della valutazione stessa verso una valutazione che ha, soprattutto, lo scopo di rendere più efficace l’apprendimento sviluppando anche capacità di autovalutazione e senso di responsabilità individuale. Esiste, infine, una valutazione esterna degli apprendimenti, come le indagini Pisa o Invalsi, con l’obiettivo il fotografare lo stato degli apprendimenti in relazione a specifici quesiti. Gli esiti possono fornire informazioni utili sia alla progettazione didattica sia alle scelte sulla formazione degli insegnanti. 

Entrambe le tipologie, valutazione interna e valutazione esterna, devono essere prese in considerazione in quanto parti essenziali per una valutazione più completa. 

Diversa cosa è la certificazione di competenze, che, di fatto, è una dichiarazione ufficiale del raggiungimento del livello di padronanza in relazione a una o più competenze. La certificazione di competenze è redatta dal Consiglio di classe al termine dell’obbligo scolastico, seguendo, in Trentino, un modello affine a quello nazionale. A giugno di quest’anno si sperimenterà, in tutte le scuole secondarie di primo grado della Provincia di Trento, la certificazione di competenze al termine del primo ciclo di istruzione, secondo un modello che fa riferimento alle otto competenze europee. 

Una certificazione di competenze al termine del primo ciclo è un utile strumento di orientamento per lo studente, di informazione per lo studente e per la famiglia, di informazione per l’ordine di scuola successivo. Nel modello proposto

, le competenze europee sono declinate in descrittori che fanno riferimento alle competenze disciplinari, ponendo i docenti nella condizione di pensare alla disciplina che insegnano come strumento potentissimo per costruire cittadinanza e di utilizzare prove articolate e complesse, osservazioni durante lo svolgimento di attività didattiche, evidenze che emergono nei Consigli di Classe, per dichiarare il livello di padronanza raggiunto da ogni studente, descrivendo come conoscenze e abilità apprese a scuola e fuori dalla scuola vengono utilizzate con competenza, in autonomia e con senso di responsabilità.



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