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SCUOLA/ Andare ad Harvard o fare l'idraulico? Ecco perché noi scegliamo male

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Resta il grande problema: se il nostro sistema formativo, scolastico ed universitario, è oggi in grado di rappresentare il migliore terreno possibile, per i nostri ragazzi, per i loro talenti, attitudini, domande di senso. Intorno a questi quesiti, ce lo dobbiamo dire, non è mai stata fatta una concreta riflessione in termini di verifica dei risultati. Si è sempre preferito nascondersi dietro l’autoreferenza, il nostro male endemico.



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COMMENTI
27/05/2013 - PER FUGARE OGNI DUBBIO.... (Raffaella F. MARIN)

Le propongo di rivolgere un attimo di attenzione all'inchiesta pubblicata recentemente (vedi Gori/Marin) per una visione globale derivata da una attenta analisi dei dati della banca mondiale sull'istruzione.

 
27/05/2013 - Ancora qualche dubbio? (Enrico Gori)

George J. Borjas nel 2006 scrive (http://www.nber.org/papers/w12085) “The rapid growth in the number of foreign students enrolled in American universities has transformed the higher education system, particularly at the graduate level. Many of these newly minted doctorates remain in the United States after receiving their doctoral degrees, so that the foreign student influx can have a significant impact in the labor market for high-skill workers”. Sistemi di istruzione di alta qualità hanno da sempre attirato cervelli da tutto il mondo (USA e Inghilterra). Nel lungo periodo ciò produce un eccesso di offerta di laureati ed una riduzione dei rendimenti dell’istruzione terziaria. Ciò non è un male, poiché comunque questi cervelli portano avanti la ricerca scientifica in quanto le istituzioni accademiche possono scegliere in un bacino più ampio, e al momento in cui si verifica la riduzione dei rendimenti dell’istruzione terziaria, i cervelli stranieri formati all’estero possono trovare convenienza a tornare in patria, inseminando positivamente le strutture formative e l’economia. E’ quello che si spera possa accadere nel giro di 20 anni nel nostro paese. Ovviamente dal momento in cui quelli che si chiedono se il nostro sistema formativo abbia seri problemi di qualità si siano sostanzialmente estinti, e siano state prese le opportune azioni di riforma: da quel momento ci vogliono infatti 20 anni per cambiare le cose.

 
22/05/2013 - inventare calcolatore (Yapi Cyriaque Deki)

Se 1000 studenti scelgono per esempio medicina ci vuole qualcuno a farli capire che se la fine dei loro studi sarà fra circa 10 anni, quanti ospedali potrebbero essere costruiti o quanti dottori potrebbero andare in pensione. Lo stesso vale per tutti i rami degli studi per non creare dei disoccupati già dal 1° giorno di liceo. Senza questi calcoli, è normale che avvocati, ingegneri, medici ecc... finiscano nei ristoranti a fare i camerieri.