BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ A Bologna lo Stato vuole il monopolio? La "risposta" di Padova

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Il campo della scuola ci offre un esempio chiarissimo di questo principio. A Padova e nel Veneto, così come a Bologna, per opera di iniziative dal basso (persone, famiglie, gruppi e comunità: tutti mossi dal desiderio di rispondere al bisogno di educazione dei giovani), esiste un ampio e qualificato sistema di scuole che, tra l'altro, comporta anche risparmi ingenti per l’istituzione pubblica. Da qui sono nate scuole storiche come il Barbarigo e altre di più recente costituzione come le “Romano Bruni”. Allora lo Stato (ma evidentemente vale per ogni istituzione: Regione, Provincia, Comune) per avere realmente a cuore i suoi cittadini, non può che “fare spazio” a queste scuole: è suo primario interesse che esse possano nascere, vivere e crescere. Nella certezza che più esse crescono, più si favorisce una società migliore. È certamente un capovolgimento totale del modo di pensare il sistema educativo: non l’affermazione di un monopolio (statale) ma la coscienza che sia necessaria una pluralità di soggetti educativi che svolgono una funzione pubblica per realizzare una società viva e creativa. Forse è a questo che si riferisce Virginio Merola, sindaco di Bologna, quando in una recente intervista afferma: «Noi non eroghiamo fondi alle scuole paritarie solo perché siamo costretti dalla difficile situazione economica, lo facciamo perché è giusto farlo».

In un sistema educativo ispirato al principio di sussidiarietà società, Enti locali e Stato convivono benissimo. Una convivenza virtuosa, come quella introdotta dall’attuale legislazione sul sistema nazionale di istruzione, che sia una chiamata a tutti alla responsabilità, alla costruttività, alla libertà. Tanti riconosceranno in quella chiamata qualcosa di buono per se stessi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.