BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Il referendum di Bologna? E' il Rubicone della nuova sinistra "fascista"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Stefano Rodotà (Infophoto)  Stefano Rodotà (Infophoto)

Pare, ora, di fronte al dilemma del referendum bolognese, che il Pd nazionale e quello bolognese stiano meditando di “lasciare alla libertà di coscienza” degli elettori la scelta. Ma, a parte il pleonasma, dato che gli elettori fanno già uso in ogni caso e sempre della libertà di coscienza, qui è il gruppo dirigente del Pd che non può permettersi la cosiddetta “libertà di coscienza”. Il gruppo dirigente deve decidere da quale parte politico-culturale stare, invece che darsela a gambe. Non meraviglia che questo atteggiamento alla Ponzio Pilato ecciti, invece che sedare, il furore ideologico, che è divenuto il collante, denunciato da Belardinelli, di una coalizione culturale che mette insieme giacobini di ogni razza e avanguardie rivoluzionarie, sempre attratte dalla ghigliottina quale “igiene del mondo”. La politica quale redemptor mundi. Attacco al Pd? Sì, è in corso, ma proviene in primo luogo dalle sue viscere, che hanno assorbito e messo in circolo il grillismo, il neo-azionismo alla Rodotà, il laicismo ideologico della Hack, la laicité alla francese. Dimenticando che nella stessa Francia gli insegnanti delle scuole paritarie sous contract d’association – che stipulano un contratto con il governo − sono pagati dallo Stato. 

Tocca dunque ai liberi e forti del Pd fare una rigorosa battaglia culturale, cominciando dal suo interno. Un bipolarismo autentico sta in piedi se esiste una comune base culturale liberale del sistema politico, a partire dalla quale i poli politici si differenziano, come nel resto del mondo democratico, tra il “un liberalismo compassionevole”, cui generalmente si riferiscono i partiti e governi di centro-destra, e un liberalismo sociale, cui si ispirano i governi e i partiti di sinistra. Solo in Italia la sinistra, anche quando riesca a mettere le mani sull’aratro del governo, si ostina a volgere indietro lo sguardo.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
24/05/2013 - Se fosse un tema di italiano... 2 (Franco Labella)

Ho la sensazione che il denso articolo di Cominelli (che segue gli oltre dieci, se non ho contato male dei fautori della soluzione B) si inserisca nel filone dello battezzare pesce quello che nasce carne. Fuori di metafora: se il mondo è cambiato e la Costituzione pure, la soluzione più semplice, da anni, sarebbe stata affrontare a viso aperto il vituperato dibattito parlamentare per cambiare il testo dell’articolo 33. Si è preferito, invece, battezzare, e lo ha fatto Berlinguer, il cugino dell’Enrico, la carne pesce. Ma per tutto questo, in occasione di Bologna, lo chiedono i miei studenti ed anche la mia collega di italiano, invece di scomodare Bad Godesberg, Hegel, Marx e pure l’oste di Bologna (anziché il mugnaio di Berlino) servivano chiarezza e non bizantinismi, servivano coinvolgimento dell’opinione pubblica e discussione e serviva, mi duole dirlo, anche un po’ di pluralismo. Perché è mai possibile che non ci sia per gli attenti lettori del Sussidiario nemmeno la più pallida possibilità di leggere le argomentazioni, magari meno dense e colte rispetto a quelle di Cominelli, di un rozzo ed antiquato troglodita della soluzione A? I pasdaran, i giacobini ed i fascisti di Cominelli avranno pure loro diritto di spiegare le loro posizioni oppure no? Come ho già scritto il clima mi ricorda molto quello che ho vissuto da studente nel 1974. Mi auguro che finisca come allora. Con buona pace di Cominelli.

 
24/05/2013 - Se fosse un tema di italiano... (Franco Labella)

Ho raccolto il suggerimento di Crippa, uno dei commentatori dell'intervista a Merola. Ho provato ad immaginare di far leggere il sempre avvicente articolo di Cominelli non solo ai miei studenti ma anche alla mia collega di Italiano. Perché pure a lei? Perché cinque o sei "facciate", affascinanti, bellissime da leggere, la storia del mondo di tre o quattro secoli mirabilmente sintetizzata, con tanto di riferimenti, legami ed intersezioni sono il prologo. Poi, alla fine, ti chiedi: ma esattamente, in discussione, c'è solo la storia del mondo? Cioè la domanda è: che fine ha fatto il tema principale? Mi toccheranno altre cinque o sei facciate del prossimo "tema" di Cominelli per sapere cosa pensa del ricorso ad un referendum giudicato dai fautori della soluzione "B" inutile, fuorviante, giacobino e chi più ne ha più ne metta in relazione ad una norma costituzionale che da problematica è diventata, secondo alcuni fra cui il citato Crippa, chiara ed inquivocabile nella sua lettura al contrario. Tutta la vicenda da Berlinguer (Luigi non certo Enrico su questo sono assolutamente d'accordo con Cominelli) a Cominelli mi ha ricordato quello che nella mia rozza incultura credo sia solo un aneddoto privo di verità storica. "Ego te baptizo piscem" era la formula rivolta ad un incolpevole pezzo di carne pare che fosse la soluzione di qualche gaudente religioso, poco incline a rispettare i precetti quaresimali che prevedevano l'assenza della carne dal desco. (Continua)