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SCUOLA/ La serrata delle paritarie: solo una favola?

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Sono ancora stranita, ma con un filo di voce riesco a chiedere: “Può quantificare il disagio?”. “Beh, chiaramente ci hanno chiesto di ospitare due classi in più e visto che tutte le aule sono già occupate ora dovremo capire quali laboratori smantellare per questo anno scolastico (certamente ne salterà uno di informatica e probabilmente quello di chimica). Inoltre le due classi non possono assorbire tutta la nuova utenza, che verrà spalmata anche sulle altre sezioni: la media degli alunni per classe sarà di 34... ma solo per questo anno scolastico”. Dalla platea, a questi numeri e a queste condizioni, si alza però un boato che spegne il sorriso del dirigente.

I primi a saltare sulla sedia sono gli insegnanti di informatica: “Impossibile! Abbiamo già turni serratissimi per l’uso dei laboratori, talvolta è già impossibile portare tutte le classi che ci sono, figuriamoci con tutti questi alunni in più, per cui non basteranno nemmeno più le macchine su cui lavorare, e con un laboratorio in meno. È impensabile una soluzione del genere!”. Anche il coordinatore del dipartimento di scienze prende la parola: “Mi scusi signor preside, ma come pensa che potremo insegnare la chimica e la biologia ai nostri ragazzi se eliminiamo l’unico laboratorio presente a scuola? Le sembra possibile che la nostra didattica diventi tutta teoria e niente esperienza?!”. Il Dirigente accende il microfono per rispondere, ma prima che possa cominciare insorge con veemenza, tra le tante voci che non si zittiscono, quella del responsabile della sicurezza: “Abbia pazienza preside, ma 34 alunni nelle nostre aule non ci stanno: se anche riuscissimo a stipare i banchi sarebbe impossibile evacuare in caso di necessità!”.

Il dirigente cerca di minimizzare, dicendo che il problema sarà solo per il corrente anno scolastico, e che la vittoria avuta della tanto agognata serrata vale pure qualche sacrificio. Anche i più convinti sostenitori di tale progetto, ora che si sta attuando a spese del proprio lavoro e della didattica, iniziano già ad arricciare il naso, a guardare a questo provvedimento come ad una vittoria di Pirro: classi da 34 alunni vuol dire certamente ridurre le opportunità didattiche, aumentare la mole di compiti in classe da correggere, eliminare la correzione di quelli a casa affidandoli al buon cuore e alla costanza degli studenti, aumentare notevolmente il disagio degli alunni (e chi negli ultimi anni ha lavorato al biennio o nei professionali sa bene cosa voglia dire avere classi movimentate e quanto questo incida sulla didattica e sulla preparazione degli studenti). 



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