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REFERENDUM BOLOGNA/ Cosa accadrebbe se le risorse alle private fossero cancellate?

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Il sistema integrato delle scuole d’infanzia della città di Bologna da circa vent’anni offre un servizio educativo di elevata qualità agli abitanti del capoluogo emiliano. Attiva dal 1994, la sinergia tra le diverse scuole d’infanzia - paritarie comunali, paritarie private e statali - nel corso degli anni si è sviluppata in maniera molto positiva. Questa collaborazione ha dato vita ad un riconosciuto modello di secondo welfare, che ha permesso di rispondere coerentemente alla crescente richiesta dei cittadini per servizi dedicati ai bambini tra i 3 e i 6 anni.

Questo sistema, tuttavia, è stato recentemente messo in discussione dal Comitato Articolo 33, che ha promosso il referendum  di domenica 26 maggio in cui si chiede di abolire le risorse attualmente destinate alle scuole paritarie private. Il modello creato a Bologna si fonda principalmente sulle scuole paritarie comunali, che garantiscono circa il 61% dell’offerta complessiva in un settore in cui storicamente lo Stato non ha mai sviluppato policies strutturate. Essendo la scuola dell’infanzia esclusa dal principio di obbligatorietà previsto dal nostro ordinamento, infatti, le istituzioni nazionali non hanno mai avviato misure sistemiche capaci di rispondere adeguatamente alle necessità dei cittadini.

Di fronte alla latitanza delle istituzioni statali, dunque, l’ente comunale si è impegnato nella creazione di un sistema che lo vede profondamente coinvolto, in cui tuttavia risulta necessaria la presenza di altri soggetti - statali e privati non profit - che lo affianchino nella fornitura del servizio. Senza di essi, come ha ricordato anche il sindaco Virginio Merola, il Comune non sarebbe in grado di rispondere alle richieste delle famiglie di Bologna. Il sistema integrato bolognese, come indicano i dati del Comune, è costituto da 122 scuole d’infanzia di cui 70 comunali paritarie, 25 statali e 27 private paritarie. Le comunali ospitano attualmente 5.272 bimbi, le statali 1.582, le private 1.730. Per il loro funzionamento Palazzo d’Accursio nel 2012 ha stanziato complessivamente euro 37.762.817: euro 35.504.454 sono stati destinati alle paritarie comunali, euro 1.142.363 alle statali, euro 1.116.000 alle private paritarie.

Analizzando i dati si può costatare come la spesa per ogni bambino iscritto presso le scuole paritarie comunali sia, mediamente, di euro 6.912. Per le scuole statali i trasferimenti comunali sono pari a euro 710 per bambino, mentre per le paritarie private si fermano a euro 657. Dati alla mano questo significa che il Comune, pur erogando alle private solamente il 2,9% di quanto destinato al sistema integrato dal bilancio di Palazzo d’Accursio, sostiene un servizio che copre oltre il 20% dell’utenza totale.



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