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SCUOLA/ Fioroni: i miei consigli al ministro Carrozza per trovare soldi (e non dimettersi)

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Giuseppe Fioroni (InfoPhoto)  Giuseppe Fioroni (InfoPhoto)

Va cambiato il Tfa, perché non si può chiedere a un ragazzo di studiare sei anni per avere il diritto di partecipare a un concorso che non sappiamo se ci sarà o meno. Quello organizzato dall’ex ministro Profumo tra l’altro si è svolto ancora con le vecchie regole. Finita questa fase di transizione, si dovrà arrivare finalmente al nuovo reclutamento che renderà la scuola italiana non vittima di un sistema precarizzante, ma basata su concorsi ciascuno dei quali recluta il numero esatto di docenti necessari.

 

Che cosa ne pensa invece del referendum di Bologna?

Ritengo che il referendum di Bologna sia demagogico e ottenga un risultato opposto a quello che dichiara. Se vincono i propositori del referendum, a livello comunale avremo 1700-1800 bambini che perderanno il diritto costituzionale ad avere una scuola materna. Se la stessa logica dovesse passare in tutta Italia, a livello nazionale avremmo poco meno di un milione di alunni che perderebbero il diritto alla scuola materna. Se inoltre passasse il referendum, il risultato sarebbe quello di mettere una nuova tassa a carico delle famiglie, o meglio di quei genitori che potranno permettersi il lusso di pagare molto di più per usufruire di un diritto costituzionale.

 

Se questa logica passasse a livello nazionale, il bilancio dello Stato ci guadagnerebbe?

Se noi volessimo far diventare statali tutte le scuole materne, sarebbe necessario reperire 7 miliardi di euro per circa un milione di bambini, perché ciascun bambino costa 7mila euro, e dovremmo costruire il 41% di nuovi edifici scolastici. Mi consenta anche qui di dare un consiglio al ministro Carrozza.

 

Prego …

Blocchi la firma del ministro Saccomanni di ulteriori tagli da 82 milioni di euro sui 460 che vengono erogati oggi alla parità scolastica, come effetto dei tagli fatti ai governi precedenti. Se alle scuole materne sono tagliati altri 82 milioni in Italia, non c’è bisogno che passi il referendum di Bologna. Se Saccomanni firma quel decreto, anticipa l’effetto del referendum di Bologna quantomeno in tutto il centro sud del Paese, con la gran parte di quel 41% di scuole che sarà costretta a chiudere.

 

(Pietro Vernizzi)



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