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SCUOLA/ Il referendum di Bologna? Si ispira a una commedia di Eduardo...

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Dopo aver invitato tutti a documentarsi su www.referendumbologna.it, dove si possono leggere i due diversi appelli “Sedioli” e “Zamagni” e dove si apprende che la proporzione tra la spesa comunale complessiva per la scuola e quella per la paritaria non comunale è la seguente: 126.800.000 euro contro 1.055.000, cioè lo 0,8%, aggiungo che tra i firmatari dell’appello Zamagni ricorrono nomi noti della sinistra, anche a livello nazionale, quali, l’ex sindaco Walter Vitali e l’ex vicesindaco Luigi Pedrazzi. 

E l’attuale sindaco di Bologna, come si esprime?

Trascrivo parte di una sua dichiarazione ufficiale, reperibile sul sito del comune di Bologna: “Un’ultima e importante cosa voglio dire, e se permettete è la più importante di tutte per me: noi siamo uno degli esempi più alti in Italia su come vengono gestite le scuole per l’infanzia, un esempio di standard di qualità, e di metodo educativo. Io ho un obiettivo unico, importante e decisivo: far sì che ogni mattina che un papà e una mamma si svegliano per andare al lavoro sappiano che le scuole di Bologna siano in grado di accogliere i loro bambini. Accogliere e ancora accogliere, perché questo è il vero problema quando la lista di attesa si allunga e la povertà delle risorse aumenta spaventosamente. Mantenere alti i nostri standard e mantenere un metodo condiviso di educazione indipendentemente che le scuole siano comunali, statali o paritarie, è la nostra priorità, a Bologna come in tutte le altre città della nostra regione. Tutto il resto sono ossessioni ideologiche che impediscono la cosa più importante, far sì che in un momento così difficile i genitori possano essere sicuri che i loro bambini ricevano il massimo delle attenzioni nel massimo rispetto di codici educativi chiari e condivisi. Su questo i miei assessori, e in particolare l’assessore Marilena Pillati, sono in prima linea. Una linea dove il Comune ha fatto molto bene i conti, e i conti dicono che noi mettiamo al primo posto la qualità dell’accoglienza pubblica in tutte le forme in cui il pubblico esercita il suo controllo e la sua regia, uno standard a cui tiene fede da decenni e che è riconosciuto ovunque. Detto questo mi auguro che la partecipazione a questa consultazione sarà la più ampia e responsabile. Noi siamo il Comune di Bologna, faremo di tutto affinché i nostri bambini abbiano accesso a strutture sempre eccellenti, perché i bambini sono il nostro più prezioso patrimonio. Il resto sono chiacchiere”.

Devo dire che mi rimane una domanda: perché, dunque, ad anni e anni di distanza dalla buona legge del ministro Berlinguer, a decenni di applicazioni di buone delibere come quelle di Bologna, ci sono ancora resistenze preconcette ad un sistema scolastico pubblico, paritario e integrato? 



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