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SCUOLA/ Canfora: via subito la riforma Gelmini e l'Invalsi

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Ciò che lei segnala è molto importante e dimostra che l’esame di Stato è un gran pasticcio. Uso questo termine perché quando l’esame era una cosa seria aveva anche un’efficacia selettiva, ma questa è legittimata solo se si è lavorato sodo negli anni precedenti. Se invece la scuola decade come stile di lavoro, diventando sempre più leggera, dis-tratta da mille diversivi, dalla burocrazia alle occupazioni, è evidente che all’esame di Stato tocca di essere trasformato in una burla. Quando infine si decide di fare a meno dei commissari esterni, si suona la sua campana a morto. Piuttosto abroghiamolo e facciamo direttamente gli esami di ammissione alle varie facoltà.

A proposito, cosa pensa della scelta di selezionare gli studenti ancor prima dell’esame di Stato, attraverso prove di ingresso?
È un’altra cosa di cui non si sentiva alcun bisogno. Giorni fa mi trovavo in un liceo e ho constatato che le energie migliori degli studenti più in gamba erano già state mobilitate per i test di ingresso a facoltà per lo più scientifiche e che quegli studenti non avevano più alcun interesse per i programmi di studio dell’anno in corso. Mi auguro vivamente che l’attuale ministro cancelli quanto è avvenuto negli ultimi due dicasteri, che sono stati peggio uno dell’altro.

Che cosa occorre fare secondo lei per tornare alla serietà di cui c’è bisogno?
Questo è un problema enorme. Lo spirito di democratizzazione della scuola che si manifestò verso la fine degli anni Sessanta aveva due esiti possibili, uno positivo e uno negativo. Quello positivo andava nel senso di rifiutare gli atteggiamenti inutilmente e punitivamente autoritari, allargando il più possibile il cerchio degli utenti anche ai ceti che erano tradizionalmente ai margini. Questo non è avvenuto; si è verificato invece un altro fenomeno, un abbassamento del livello scolastico a suon di demagogia. Questo equivoco ha dato alla scuola dei colpi durissimi, dai quali non è facile risollevarsi.

Quindi?
Non si può dire: dopodomani cambiamo. Occorre conquistare uno stile diverso. Lo si può fare con l’aiuto del mondo unversitario che invece normalmente si tiene ai margini, si disinteressa della scuola o ha verso di essa un approccio puramente possessivo. Occorrerebbe fare un lavoro di collaborazione molto umile ma molto concreto.

Come si può migliorare la professionalità docente? Ritiene plausibile cambiare lo status giuridico dei docenti, facendone per esempio dei liberi professionisti?
No. Sono convinto che il modello positivo sia quello di portare ad una uniformità alta, non allo sbriciolamento liberistico che è il suo esatto contrario. Avremmo il solito fenomeno per cui le aree più prospere vanno avanti, mentre quelle più povere restano indietro. Questo non va fatto, a meno che non si dichiari apertamente che si vuole combattere il principio di uguaglianza.

Come giudica il lavoro di misurazione e valutazione condotto dall’Anvur?



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COMMENTI
04/05/2013 - INVALSI ÜBER ALLES – 2 (Vincenzo Pascuzzi)

Luciano Canfora ora, ieri Giorgio Israel. Paolo Sestito, per ora, non replica. Aveva minimizzato sui tre giorni di sciopero indetti dai sindacati di base (*): "più rumore che reale consistenza", tradendo però disagio e contraddizione. Infatti, se non c’è consistenza perché obbligare ai test? Perché emanare ordini di servizio trasversali e appena mascherati al di fuori delle vie organizzative normali? Vediamoli. 1°) Il “Manuale per il controllo del materiale - SNV2013” riguarda “pacchi destinati a ciascuna scuola [in cui] si trovano i plichi contenti i fascicoli delle prove”. Sono istruzioni simil-Ikea per il montaggio dei mobili. Non è specificato il destinatario. 2°) Il “Manuale per il somministratore - Invalsi” ordini presumibilmente diretti ai docenti de-professionalizzati. 3°) L’opuscolo “Prove INVALSI - Istruzioni per l’uso” un quasi decalogo o catechismo, con 10 domande e altrettante risposte, amorevolmente indirizzato agli studenti (l’80% dei quali ha meno di 13, 14 anni!). Ai quali però si ricorda severamente che “TUTTE le scuole devono effettuare le prove perché obbligatorie per legge”. 4°) Ai presidi, per tempo, il Commissario straordinario ha inviato dettagliate disposizioni mediante una letterina di sole 8 pagine (prot. n. 12619/16.10,2012). All’appello mancano genitori, Dsga, amministrativi, bidelli. (*) Cobas, Cub, Unicobas; Flc Cgil ha chiesto di ridiscutere i test Invalsi con il nuovo ministro, con un comunicato timido, platonico-pilatesco, tardivo.