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SCUOLA/ 1. Un prof: le mie tre domande (non preconcette) sulle prove Invalsi

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Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano (Immagine d'archivio)  Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano (Immagine d'archivio)

Siamo ormai alla questione seria di questo sistema, che è stato messo in atto e già verificato e riverificato. Quello che si vuole sapere riguarda la valutazione del lavoro degli insegnanti: la domanda è se sia o non sia possibile. Rispondere a questa domanda è decisivo per quello che si è avviato in questi anni.

3. Il terzo interrogativo riguarda lo scopo pratico di questi test. Servono solo per fare delle statistiche? Le scuole prime in classifica possono mettere i risultati sui loro siti? Oppure c’è un effetto di qualità in più? Che lo si persegua questo effetto in più, e lo si faccia in modo esplicito, altrimenti di fare dei test solo per metterli negli annali della scuola non ne val proprio la pena, meglio altre forme.

Sono tre interrogativi che chiedono di essere presi in considerazione, così che questi test possano o entrare dentro il percorso scolastico come parte di esso (ma allora si dovrebbe farci sopra un gran lavoro!) oppure che senso ha continuare a farli? 

In gioco c’è la questione della valutazione, ed è una questione quanto mai seria perché sulla valutazione si gioca sia la serietà dell’insegnamento sia la dignità della scuola.



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COMMENTI
08/05/2013 - Invalsi, maturità, statistiche (Vincenzo Pascuzzi)

“TORTURA ABBASTANZA A LUNGO I DATI ED ESSI CONFESSERANNO QUALUNQUE COSA” (*). 1) A mio giudizio e fino a indicazione precisa della fonte, è falsa e incredibile l’affermazione che “in certe regioni esce dalla maturità con il massimo dei voti il 20% degli studenti”. 2) In Calabria, forse una delle regioni del sud sospettate (le allusioni mi suonano fastidiose e un po' ipocrite), nel 2012 i 100 sono stati pari “solo” al 7,7% (mentre la media nazionale era del 4,4%). 3) Le analisi parziali e i confronti grossolani su dati statistici relativi a una porzione piccola e particolare del totale (come il 7,7% o il 4,4%) possono portare a conclusioni non sempre fondate e condivisibili. Come e in che misura, ad esempio, le percentuali dei voti finali alti sono influenzate dal più alto valore percentuale degli abbandoni scolastici? Il 7,7% è infatti relativo ai maturandi reali, chissà, se rapportato ai maturandi potenziali (i 18, 19enni), risulterebbe allineato con la media nazionale. 4) D’altra parte, i risultati dei quiz Invalsi sono sfavorevoli alle regioni del sud. Ma, almeno finora, gli invalsi sono stati effettuati alcuni anni prima della maturità e limitatamente a due sole materie. Allora si potrebbe pensare – è insieme ipotesi e provocazione - che gli abbandoni avvengano tra l’ultimo invalsi e l’esame finale di stato. Oppure “gli insegnanti della stessa scuola” si comportano diversamente nelle due occasioni? (*) http://www.maggioantonio.it/barzellette/statistiche.htm

 
06/05/2013 - Che delusione... (Giorgio Israel)

Egregio professor Mereghetti, duole vedere che anche una persona stimabile come lei cada vittima del più piatto conformismo. Lei dice che l'opposizione alle prove Invalsi è pregiudiziale perché non vuole entrare nel merito della questione. Forse è vero per qualcuno, ma moltissime obiezioni proprio di merito, e anche del tutto specifiche, sono state fatte e non è venuta alcuna risposta percepibile salvo anatemi contro chi si oppone e riaffermazioni di principio che non vi è nulla da obiettare. Quindi, è proprio il contrario: la posizione pregiudiziale che non vuole entrare nel merito è quella dei paladini dell'Invalsi. Tra questi ora si schiera anche lei dichiarando che “le loro hanno una loro fondatezza e sono state elaborate in modo professionale”. Davvero? Io ne ho viste che ritengo infondate e chiaramente elaborate da qualcuno che non conosce la materia. Ma lei sentenzia che tutto va bene ed è professionale con stile da Ipse Dixit. Lei è l'esempio vivente di dove ci sta portando questa mentalità da stato totalitario. Non mi risponda, tanto per lei è tutto chiaro e le uniche critiche da prendere in considerazioni sono le sue, ovvero quelle di chi prende le distanze dagli "scomunicati". Preferisco restare in questa schiera.

 
06/05/2013 - ancora peggio (martino bellani)

Io rimarrei ancora più terra terra. Che affidabilità avranno i risultati finché i test saranno corretti dagli insegnanti della stessa scuola? Dobbiamo forse fidarci dell'onestà dei colleghi tutti? in un Paese in cui in certe regioni esce dalla maturità col massimo dei voti il 20% degli studenti?