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SCUOLA/ Test, classifiche, esame di Stato: Sestito (Invalsi) risponde alle critiche

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Semmai, l’obiettivo è esattamente quello opposto: evitare quanto accaduto con l’esame conclusivo del I ciclo, in cui le prove Invalsi sono state brutalmente assommate a quelle preesistenti, senza una riflessione complessiva sulla struttura di  quell’esame*.



*Il fatto che le prove che si stanno sperimentando per la V superiore non siano esaustive di tutti i saperi – cosa ovvia e prima già ricordata – è stato reso ben chiaro nelle presentazioni sul contenuto delle stesse:  http://www.invalsi.it/download/eventi/04042013/Paolo_Sestito_Introduzione.pdf, http://www.invalsi.it/download/eventi/04042013/Daniela_Bertocchi_La%20prova_INVALSI_2013.pdf e http://www.invalsi.it/download/eventi/04042013/Giorgio_Bolondi.pdf 



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COMMENTI
07/05/2013 - Il Miur tace e si fa scudo dell'Invalsi (Vincenzo Pascuzzi)

In rete è apparsa una allegoria della valutazione Invalsi (*) che accolla giustamente le responsabilità al Ministero. In realtà al Miur non interessa la valutazione per migliorare la scuola, se lo volesse dovrebbe impegnarsi sulla dispersione scolastica pari a circa il 20% (una volta e mezza oltre le medie Ue), con punte del 25 e 30%, e occorrerebbero un paio di legislature. Il fastidioso refrain, il mantra ipnotico della valutazione a tappeto – urbi et orbi - è stato avviato nel 2008 da Gelmini (consigliata da Roger Abravanel) forse con il retro pensiero che l’iniziativa, o la sua sola minaccia, avrebbe scosso i c.d. fannulloni (docenti e discenti) e migliorato la scuola gratis, anzi malgrado gli 8 mld di tagli scellerati, oppure cinicamente per deviare, dal Miur e dal ministro, alle scuole e ai docenti responsabilità omissive e colpe proprie del Miur stesso. Tornando all’allegoria e all’Invalsi, mi sembra anomalo che esso risponda ufficialmente alle critiche (solo a poche però) al posto del Miur suo committente, mandante, fonte di direttive. Sembra che Miur abbia dato carta bianca all’Invalsi e questo perciò si muova liberamente e con la scelta consapevole di ignorare il mondo della scuola, scavalcandolo e dominandolo. Questo è il senso dei tentativi tartufeschi per costringere gli insegnanti prima alla “somministrazione” e poi al conteggio delle crocette azzeccate. Cambierà col ministro Carrozza? (*) http://blogportbou.wordpress.com/2013/05/05/le-prove-invalsi-unallegoria/