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MATURITA' 2013/ Esame di Stato, cosa c'è dietro il "mercato" delle tesine?

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Il mercato delle tesine sembra essere quanto mai aperto, e avvicinandosi il giorno dell’inizio degli esami i prezzi si abbassano, siamo ormai a livello di svendita, sia perché il tempo stringe sia perché è difficile inventare qualcosa di originale, il campo sembra ormai setacciato in ogni sua parte. 

È vero quanto la stampa e qualche agenzia di ricerca statistica stanno documentando, e non c’è bisogno di scomodare dei sociologi per capire la direzione verso cui buona parte degli studenti è tentata di andare: quella di acquistare la tesina con cui presentarsi agli esami di Stato. Secondo Skuola.net sarebbero quattro studenti su dieci ad acquistare la tesina, ed è probabile che il dato sia più che realistico visto che è quanto si percepisce dentro la frenesia di questo veloce avvicinarsi al giorno in cui si comincerà il rito degli esami. 

Una riflessione lo merita questo dato che è più che vergognoso; una riflessione che presenta però due facce, da una parte quella che riflette gli studenti, dall’altra i professori. 

Per quanto riguarda gli studenti la questione è semplice: chi compera la tesina perde un’occasione di fare e di presentare un lavoro in cui finalmente mettere a tema il legame che hanno le discipline scolastiche con la vita. Questo è il significato delle tesine, tra l’altro nome maldestro con cui si è tradotta una regola imprescindibile dell’esame di Stato, quella secondo cui il colloquio inizia con un argomento proposto dal candidato. 

Fare una tesina è la possibilità che uno studente ha di mettere in campo qualcosa di sé, di giocare la sua genialità, di cimentarsi con la cultura rielaborando un aspetto che gli interessa. È la possibilità di far diventare l’apprendimento conoscenza, cioè di mettere degli aspetti della realtà in rapporto con sé. Per questo è assurdo comperare una tesina, perché non si può acquistare la conoscenza! Tutto si può copiare a scuola, tutto, ma non che uno studente arrivi a conoscere, arrivi a cogliere che un logaritmo, un fatto storico, una poesia è per lui, è un pezzo di realtà che è lì a far crescere la sua umanità, a farla diventare affascinante, piena di attrattiva come è ogni cosa nella sua bellezza originaria. 

Se questa è la possibilità per gli studenti - ed è una possibilità unica! - c’è da chiedersi come mai molti non l’abbiano avvertita e non l’avvertano. È a questo riguardo che la questione riguarda gli insegnanti, sono anche loro ad avere responsabilità in questo raccapricciante mercato. 



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