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UNIVERSITA'/ Moriremo di burocrazia? Lettera aperta al ministro Carrozza

Pubblicazione:martedì 11 giugno 2013

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Dal punto di vista dell’usabilità (uso questo termine nel senso del Nielsen Norman Group, per esempio), il sito è un vero disastro: macchinoso, con sezioni mal etichettate, con soluzioni tecniche sconcertanti (potrei elencarle ma non voglio tediarla), senza nessuna spiegazione (nella prima pagina le tre voci «Faq», «Mappa sito» e «Istruzioni» rimandano tutte e tre al nulla: un record). Riguardo alla correttezza formale, Le basti sapere che quando ormai avevamo inserito tutti i dati, ci è giunta una comunicazione in cui siamo stati avvertiti che, a causa di un baco, i docenti con «peso 0,5» potevano essere inseriti un numero infinito di volte, anziché solo due: senza annoiare i profani con i dettagli, ciò significa semplicemente che finalmente qualcuno aveva scoperto che 1/0,5 = 2. 

Sono gli errori sempre presenti nella versione alpha di un programma, ovviamente. Il problema è se meritiamo di essere trattati come cavie, e ciò proprio nel momento in cui si pretende la «Qualità». La cosa più grottesca è il modo in cui la scheda SUA viene presentata: «una piattaforma di comunicazione “integrata” che consente di veicolare a tutti gli attori/destinatari del processo di comunicazione la medesima informazione, con un significativo vantaggio in termini di tempo, affidabilità e semplificazione dei processi informativi». Che cos’è, un esercizio di bispensiero orwelliano? non crede, signor ministro, che meritiamo un minimo di rispetto in più? (A proposito di rispetto: il sito non rispetta neppure da lontano la legge 4/2004 sull’accessibilità ai disabili dei siti della Pa, con relativo Dm applicativo dell’8 luglio 2005. In un colpo solo mancanza di rispetto per la legge, e per i disabili).

Ma ciò che è peggio è che questo sistema viene concepito non solo come un canale di comunicazione tra università e ministero, ma anche tra università e studenti o aspiranti tali (ai quali, non capisco bene perché, da un po’ di tempo al Miur c’è la moda di associare «le famiglie»). Con le informazioni della SUA, insomma, una neomaturata (o suo zio) dovrebbe essere in grado di scegliere il corso di laurea a lei più congeniale. Anche qui le chiedo: potrei gentilmente vedere quali indagini sono state fatte presso i giovani (o gli zii) per valutare l’adeguatezza di questo strumento? In realtà, già per anni è stato attivo a questo scopo il sito Off.f (Offerta Formativa): le posso assicurare che non ho mai incontrato uno studente non solo che lo abbia trovato utile, ma neppure che lo abbia consultato. 

Ora, senza trarre nessuna lezione da questo disastro, il disastro viene moltiplicato: viene raccolto il peggio di Off.f (per esempio l’orgia di numeretti distribuiti sui settori scientifico-disciplinari), ma sempre più condito obbligatoriamente da dissertazioni pseudo-economico-gestionali e pseudo-pedagogiche. 


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COMMENTI
23/06/2013 - Bravo Salmeri (Michele Bernardini)

La lettera aperta al ministro Carrozza trova la mia incondizionata adesione. Sono anche io presidente di un corso di laurea e ritengo che negli anni siamo stati costretti a fare i burocrati con un danno gravissimo per il sistema universitario. L'astrusità del sistema è palese. Mi sono sempre chiesto se tutto ciò sia voluto o meno. Le recenti posizioni del Presidente del Consiglio e il promettente pragmatismo del ministro Carrozza sembrano mostrare nuove strade da percorrere. Spero che sapranno prendere in considerazione la lettera di Salmeri che condivido al cento per cento. Michele Bernardini - Coordinatore del Corso di laurea in Lingue e Culture Orientali e Africane, Università di Napoli "l'Orientale".

 
12/06/2013 - L'incubo si è autogenerato? III parte (Franco Labella)

Bene, allora gentile ministro Carrozza le preannuncio che dopo che avrò letto la sua risposta a Salmeri ci proverò anch’io a scriverle sul Diritto da ripristinare in tutti i sensi. Ps: conosco, per via fiduciaria e riservata, una vicenda kafkiana che provo a sintetizzare chiedendo di credermi (non credo di aver scritto finora fesserie o falsità) senza dover fornire dettagli o riscontri. La vicenda: casualmente (nel senso che non riceve alcuna comunicazione formale o informale) uno studente scopre di non aver avuto la convalida di un esame. Richiesta una spiegazione gli viene detto che un certo mese non si possono sostenere esami validamente. “Ma la data dell’appello d’esame non l’ho certo stabilita io e poi non c’è scritto da nessuna parte questa cosa che dite”. Risposta “la consuetudine è questa”. Lo studente non studierà più in Italia. Fuggirà all’estero. L'ha deciso e lo farà. Sperando che non legga pure l'articolo del prof. Salmeri. Perché se è così l'aereo, temo, lo prenderà pure prima di quando stabilito. Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 
12/06/2013 - L'incubo si è autogenerato? II parte (Franco Labella)

Anch’io, da tempo, mi interrogo sulla necessità di scrivere una lettera aperta al Ministro e stavo pensando di replicare con Carrozza quello che avevo già provato a fare, con una lettera aperta in forma di rubrica periodica, con Gelmini e Profumo. Il tema sarebbe pure di stretta attualità perché coinvolgerebbe l’attuale stato della partecipazione democratica dei cittadini con annessi e connessi. Sarebbe, cioè, la domanda, decisamente meno problematica rispetto alla complessità di Salmeri, sul perché non ci si decida a ripristinare lo studio del Diritto, abolito dalla Gelmini, nelle scuole superiori italiane. Finora mi ha frenato la convinzione che i ministri, in genere, seguono poco il dibattito della gente comune sui mezzi comuni di informazione e comunicazione. Poi, ora, ho letto, l’intervento del prof. Salmeri e mi sono detto che se un docente universitario e non un comune mortale docente delle superiori scrive, fiducioso, al ministro c’è qualche speranza. (continua)

 
12/06/2013 - L'incubo si è autogenerato? (Franco Labella)

In genere evito di commentare su quello che conosco poco (Università) e quindi la prima reazione, dopo la lettura, è stata di non scrivere. Poi, però, mi sono posto qualche domanda ad alta voce e perciò ho deciso di scrivere. Spesso mi capita di leggere invettive contro la burocrazia che nascondono, in realtà, una vera e propria intolleranza alle regole. Questa volta, però, devo ammettere che non si tratta di questo almeno per quel che conosco, letto e ritrovato persino in un certo "miurese" come ben lo definisce Salmeri. La prima domanda ad alta voce l'ho espressa nel titolo ed aggiungo che certe produzioni normative sono come concrezioni sedimentate nel tempo ma altre sono databili in un tempo relativamente recente. Perché scrivo questo? Ma perchè se non consideriamo la responsabilità della Gelmini che, curriculum alla mano, aveva col mondo della scuola e l'università (tacendo per rispetto al Gran Sasso della Ricerca) la stessa prossimità che ho io con la Fisica teorica, l'ultimo responsabile politico è stato uno stimato professore universitario ed ex Rettore. Non si è accorto di nulla? Un ministro "tecnico" poco tecnico? Se devo giudicare dal disastro del bonus sembrebbe di sì. La seconda domanda ad alta voce è: ma a parte le lettere aperte, il mondo accademico non riesce ad interloquire in altro modo con la struttura decisionale? Perché se è così, in parte mi consolo: pensavo che l'incomunicabilità fosse solo appannaggio della scuola. (continua)