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MATURITA' 2013/ Esame di stato, prima prova: tipologia B, 4 regole per farla bene

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È utile sottolineare le frasi-chiave, i fulcri logici, e annotare in che modo i vari documenti si pongono tra loro (se uno contraddice un altro, se si integrano, si presuppongono…). Infine, selezionare i testi. All’interno di uno stesso ambito, spesso i documenti sono molti, e di diversa natura. Utilizzarli tutti nella trattazione può essere complicato e fuorviante, pertanto sarà opportuno procedere a una prima silloge di “testi caldi” sui quali si fonderà il proprio elaborato.

c) La pianificazione − È il momento cruciale, nel quale si fanno collidere le idee e i contenuti ricavati con le proprie convinzioni e il proprio bagaglio culturale. In mancanza di un’idea chiara sull’impostazione del testo, è opportuno rifarsi al metodo della scuola di don Milani: buttare disordinatamente sul foglio le idee che passano per la testa, notizie e dati che hanno colpito l’attenzione, domande, dubbi. Anche tale attività necessita di allenamento: normalmente l’approccio al testo, in ambito scolastico, è passivo, ricettivo. Nella tipologia B è necessario interrogare i documenti, cercando di orientarsi al loro interno, di prendere posizione. Quando si ha di fronte una buona mole di stimoli (domande, affermazioni, rimandi ad autori) va deciso se optare per il saggio breve o l’articolo di giornale. Per semplificare, il saggio breve, di fondo, è un testo argomentativo specialistico. Di conseguenza, al suo centro deve esserci una tesi, un’idea da difendere, da motivare. L’articolo è un testo multiforme, che può essere, a seconda delle tipologie (editoriale, recensione, cronaca, intervista…), argomentativo, espositivo, narrativo; ma ciò che non può mancare in un articolo è la notizia, ossia un fatto significativo (vero, o all’occorrenza inventato?) attorno al quale, o partendo dal quale, si costruisce il pezzo. A seconda della scelta operata, gli stimoli elaborati andranno sfrondati e successivamente organizzati in una scaletta.

d) I rischi maggiori della tipologia B − Primo fra tutti il generalismo, ossia l’elaborazione di un testo che oscilla tra il politicamente corretto e il buon senso comune, senza dati concreti o motivazioni solide. Cade in questo errore chi si rifugia nella tip. B come “ultima spiaggia”, pur non avendo idee su un certo argomento. Potremmo definire questi testi come “argomentazioni senza tesi”. Altro rischio è l’eccessiva centralità data ai documenti. Potremmo definire questi testi “citazionisti”, per il largo uso di virgolette che li caratterizza. Alla fine non emerge la tesi dello studente, ma una galleria di fonti non orientate, non selezionate, e di conseguenza inerti. Un terzo rischio, sempre a livello di contenuto, risiede in qualcosa di definibile “cerchiobottismo”, ossia nell’incapacità, o forse nel timore, di sposare una tesi precisa, difendendola fino in fondo. 



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