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MATURITA' 2013/ Esame di stato, prima prova: tipologia B, 4 regole per farla bene

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ESAME DI STATO 2013 - Nella prima prova d’esame di Stato la tipologia più scelta è normalmente la B. Se da un lato la tipologia A risulta abbordabile senza rischi eccessivi solo se durante l’anno si è affrontato l’autore oggetto di analisi, dall’altro i temi delle tipologie C e D possono intimorire per la vastità degli argomenti talvolta proposti, e per la genericità, anzi potremmo dire la vaghezza, che ancora regna attorno alla tipologia testuale del “tema”. 

La tipologia B invece, oltre ad offrire quattro ambiti tra cui scegliere, garantisce l’appoggio concreto dei documenti, che sembrerebbero, dunque, mettere al sicuro anche il candidato meno preparato. Di fatto, le procedure per la redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale sono complesse, e la “scrittura a partire da testi” è una forma testuale non esente da rischi.

a) L’ambito e l’argomento - Spesso il candidato si concentra sull’argomento, lasciando in subordine le categorie artistico-letterario, tecnico-scientifico, socio-economico e storico-politico. Un primo ragionamento va fatto sul rapporto che insiste tra l’ambito e l’argomento proposto: spesso gli argomenti ministeriali sono generici (andando a memoria negli ultimi anni: alimentazione, amore, lavoro, musica), e lo studente sovente accoglie tale genericità con favore, confidando nell’assioma “più vasto è l’argomento, più avrò da dire”. La domanda da porsi, dunque, non è “cosa ho da dire sull’argomento X”, ma “cosa posso dire sull’argomento X in chiave letteraria, o sociologica, o storica”. Già in questa azione il candidato deve selezionare contenuti in suo possesso, gettare ponti tra le conoscenze scolastiche e il proprio bagaglio culturale, ipotizzare chiavi argomentative o espositive. Ciò richiede allenamento, perché si presuppone la capacità di tagliare trasversalmente le discipline del quinto anno, e di ripescare diacronicamente all’interno del triennio contenuti ed esperienze utili (letture, spettacoli, conferenze…). 

b) I documenti - Comprenderli ed analizzarli è difficile. Gli studenti sono abituati a letture veloci, nelle quali eventuali dubbi semantici vengono bypassati interrogando il contesto del termine poco chiaro, senza prendersi la briga di consultare il dizionario. Spesso si correggono argomentazioni erronee, causate da scorretta attribuzione di significato di un’unica parola, o da una lettura frettolosa, durante la quale il candidato non si è avveduto, in un periodo articolato, di una negazione di troppo! Le operazioni fondamentali durante l’analisi sono tre: in prima battuta, capire i testi. Leggerli con calma, e con l’umiltà di fermarsi a ricercare le parole “difficili”. In secondo luogo, orientare i testi. Capire, cioè, la o le tesi espresse in ognuno di essi. 



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