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SCUOLA/ Ecco come un bambino (non) diventa premio Nobel

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Poi nel secondo ciclo della primaria (8-10 anni) il bambino può cominciare a esplorare il mondo utilizzando i primi strumenti dell’alfabetizzazione, messi a disposizione di una capacità conoscitiva ancora largamente affettiva. Le medesime esperienze già vissute da piccolo ora possono essere riguardate attraverso liste, tabelle di misurazione dei livelli dell’acqua, schemi delle gittate degli zampilli, grafici, mappe, disegnando con precisione contenitori, livelli dell’acqua e zampilli, ma in virtù di una didattica che si faccia strumento di un’esperienza estetica e olistica, che arrivi cioè a far percepire il senso di meraviglia per il mistero dell’universo (cfr. Loren Eisley, Kieran Egan, Richard Dawkins, Albert Einstein, Richard Feynmann, Pavel Florenskij, ecc.), come l’esplorazione, la narrazione, piuttosto che l’eroicità dei personaggi. In questa fase la mediazione educativa sarà tanto più significativa, quanto più consentirà al bambino di sperimentare il senso di meraviglia per un fenomeno quotidiano, e di imparare a riflettere sulle relazioni (tra quantità d’acqua e livello raggiunto in diversi contenitori, o tra gittata degli zampilli e livelli dell’acqua rispetto al foro d’uscita, ecc.).

Nel periodo della scuola secondaria di primo grado (11-13 anni) nasce nei ragazzi l’interesse per il mondo in quanto tale, accompagnato dal controllo sui primi semplici strumenti formali (rappresentazione iconica, linguaggio matematico, ecc.), che consentono loro di progettare (e non subire) i primi esperimenti. Il classico esperimento degli zampilli della bottiglia può essere propedeutico a quello in cui un contenitore pieno d’acqua è collegato tramite un tubo a un contenitore vuoto (le diverse intensità degli zampilli suggeriscono le diverse intensità della corrente d’acqua che fluisce nel tubo; la differenza di livello fra i due contenitori è ciò che determina l’intensità del flusso in un senso o nell’altro). In questa fase la mediazione educativa è tanto più significativa, quanto più i ragazzi vengono aiutati a percepire un’oggettività del reale, focalizzando i concetti chiave dell’esperimento e rappresentandolo schematicamente (volume e livello dell’acqua in un contenitore in relazione alla sezione del contenitore stesso, spinta dell’acqua ad uscire data dal livello, intensità della corrente data dalla differenza di livello e regolata dalle caratteristiche del collegamento fra i due contenitori, equilibrio dato dall’uguaglianza fra due spinte).

Solo alla fine, negli anni della scuola superiore (14-18 anni), i ragazzi arrivano progressivamente a una capacità di pensiero critico, prioritariamente elaborativo e astrattivo, e quindi alla formalizzazione e decontestualizzazione degli strumenti concettuali appresi, e alla loro generalizzazione a contesti diversi. L’esperimento dei vasi comunicanti può essere svolto utilizzando strumenti di misura più sofisticati come i sensori on-line, in modo da mettere in evidenza come avvengono i processi nel tempo, attraverso grafici orari ecc. 



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