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SCUOLA/ Ecco come un bambino (non) diventa premio Nobel

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Utilizzando strumenti informatici di modellizzazione dinamica con cui rappresentare le quantità in gioco e le loro relazioni, i livelli e i flussi dati dalle differenze di livello, i ragazzi possono uscire dal contesto dei fluidi e riconoscere le analogie e le differenze tra fenomeni in diversi contesti scientifici. In questa fase della crescita la mediazione educativa sarà tanto più significativa quanto più costruirà una capacità critica, diversificando le occasioni in cui utilizzare gli strumenti concettuali a disposizione, e riconoscendo l’analogia concettuale tra l’evoluzione all’equilibrio di vasi comunicanti e corpi a contatto a diversa temperatura, o corpi carichi a contatto a diverso potenziale, o oggetti in movimento che subiscono urti anelastici, ecc.

In sintesi solo il movimento conoscitivo di una ragione che gradualmente si allarga nella scoperta sempre nuova, sempre entusiasmante, sempre stupefacente di un fenomeno è capace di rispettare l’intero processo di maturazione conoscitiva dell’uomo, che inizia ad esempio dal primo contraccolpo divertente e gioioso dell’esserci dell’acqua per arrivare a una robusta capacità critica, che decontestualizza gli strumenti concettuali acquisiti e li generalizza, consentendo così di comprendere il mondo. E imparando a conoscere l’acqua, i ragazzi impareranno un modo di conoscere ogni fenomeno, un modo di conoscere tutto. Non rimane molto spazio al disinteresse e alla noia.



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