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MATURITA’ 2013/ Esame di stato, toto-tema: D’annunzio, Pascoli, Saba, quale traccia?

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Si celebrano quest’anno i centocinquanta anni dalla nascita di Gabriele d’Annunzio (1863-1938), un autore che è emblema del suo tempo e della Belle Époque e, nel contempo, corifeo di quell’esasperata ricerca edonistica che è propria dell’uomo contemporaneo. Forse per questo oggi non piace, perché è uno specchio in cui l’uomo di oggi rischia di riconoscersi. Forse per lo stesso motivo oggi è trascurato nelle scuole. Oppure perché non viene proposto Pascoli, uno dei più grandi poeti della contemporaneità?

Altro nome che è stato ventilato dall’Ansa è Italo Svevo, un autore un po’ anomalo nel panorama letterario, definito come un vero e proprio «caso letterario» per la fortuna letteraria che lo bacia solo pochi anni prima della morte in seguito alla pubblicazione de La coscienza di Zeno (1923). Eppure, per certi versi, per la sua formazione da autodidatta e lontana dall’iter classico umanistico, per la sua attività lavorativa distante per tanti anni dal mondo delle lettere, Svevo è emblema di molti intellettuali del Novecento. Nel 2009 è stato sottoposto ai maturandi un passo tratto da quello che è considerato il suo capolavoro. Potrebbe essere interessante esercitarsi su un altro grande romanzo di Svevo, Senilità. Ritengo possibile, in base ai criteri di scelta di questi anni, il ritorno di Svevo nell’analisi. Altro autore che sarebbe interessante rivedere all’esame è Pirandello. Non è mai stata proposta una novella o un brano di un romanzo di Pirandello. Nel 2003 gli studenti si sono cimentati con una scena teatrale tratta da Il piacere dell’onestà

Non mi sorprenderebbe neppure il ritorno di Quasimodo («Uomo del mio tempo» era la poesia proposta nel 2002), considerato un grande e consacrato dal conferimento del Premio Nobel. Oppure dopo alcuni anni gli studenti potrebbero ritrovare il Paradiso. Sarebbe la terza volta, ma non nuocerebbe visto che a scuola la Commedia è sempre più trascurata. Quando nel 2005 e nel 2007 sono state assegnate per la prima prova dell’esame di Stato nelle scuole secondarie superiori terzine tratte dalla Commedia (rispettivamente dal canto XVII e dal canto XI), l’esito non è stato dei più confortanti: una percentuale davvero irrisoria di maturandi (attorno al 4-5 per cento) si è cimentata con il monumentale capolavoro. E pensare che il ministero aveva provveduto addirittura ad accompagnare i versi danteschi con alcune postille (peraltro a volte erronee) in funzione di commento e di parafrasi. Il dato non era che l’ennesima riprova dell’attenzione sempre minore che nelle scuole superiori veniva riservata allo studio delle tre cantiche.

 Ora concludo con poche considerazioni sulle previsioni relative alle altre tipologie. La questione dell’Europa e Internet sono già comparse in diversi modi e forme in questi anni. Personalmente, spero che i ragazzi possano incontrare sollecitazioni nuove e più interessanti. 



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