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MATURITA’ 2013/ Esame di stato, toto-tema: D’annunzio, Pascoli, Saba, quale traccia?

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Spero che possano riflettere non solo su tematiche sociali, ma esistenziali, vicine alla loro vita, alle loro domande, alle loro aspirazioni e ai loro sogni. Chi stende le tracce si ricordi che esiste il singolo uomo (l’io e il suo cuore), non l’umanità astratta (oggi ridotta alla società dove la persona si annulla e scompare). Forse per questo gli studenti che si cimentano nei temi di attualità all’esame cadono nei luoghi comuni (come dicono i commissari). Forse, la colpa non è solo loro, ma anche delle tracce che non invitano a partire dalla propria esperienza e dalla propria vita.

Lancio, invece, una provocazione. Se gli studenti non sanno scrivere o non sanno cosa scrivere, non si risolve la questione offrendo loro i documenti fingendo di farli diventare giornalisti. Avete mai visto un giornalista a cui viene offerta la documentazione e gli si dice di rielaborarla? Che senso avrebbe? Se vogliamo che i nostri studenti imparino a scrivere, facciamo scrivere loro due volte a settimana un diario o Zibaldone personale. In un anno inizieremo a vedere i risultati. Cambiamo la prima prova: ritorniamo al tema, che è espressione di una cultura, di una capacità di giudizio e di rielaborazione. Torniamo a scommettere sulle capacità dei ragazzi. Certo questo comporterà un lavoro più oneroso per noi docenti. Ma ne varrà la pena.

 

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