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SCUOLA/ Un prof: la "media" non ha bisogno di rivoluzioni ma di realtà

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Dato che i test Invalsi indicavano che il declino dei risultati dell’apprendimento comincia già alle elementari e che in quarta i bambini vanno sensibilmente peggio che in seconda, “forse – concludeva – la cattiva fama della scuola media inferiore e dei suoi insegnanti è in parte immeritata”. 

La seconda osservazione riguarda l’affermazione della preside Falco, per la quale “è necessario e fondamentale rivoluzionare la didattica”. Questa di auspicare o di annunciare di continuo rivoluzioni è un’abitudine deleteria diffusa tra chi si occupa di scuola. Basta mettersi per un momento nei panni degli insegnanti per rendersene conto: se la didattica va “rivoluzionata”, è chiaro come il sole che quanto abbiamo fatto fin qui non vale niente; e come è possibile ripartire con entusiasmo, se si deve gettare alle ortiche l’esperienza accumulata? Che effetto può avere un messaggio del genere sui tanti docenti seri che lavorano con impegno e sacrificio, dando fondo alle proprie risorse? È ovvio che il risultato è far mettere sulla difensiva i destinatari, compresi quelli che avrebbero più bisogno di migliorare la propria attrezzatura professionale. 

Nella realtà le persone non ricominciano mai da zero: sperimentano, correggono gli errori, si evolvono gradualmente. Accantoniamo quindi le tentazioni giacobine e partiamo dal basso invece che dall’alto, promuovendo la pratica del lavoro seminariale all’interno della scuola, come metodo in grado di valorizzare la professionalità degli insegnanti attraverso la condivisione delle esperienze e  il confronto fra pari. Come ha scritto George Bernard Shaw, “Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea e io ho un'idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee

Nello stesso tempo il metodo seminariale, tipico delle professioni, non esclude affatto la possibilità di individuare via via alcuni argomenti da approfondire con il contributo di esperti esterni. La mia esperienza personale di docente delle medie mi ha fatto comprendere, avendo più volte promosso con ottimi risultati questo tipo di incontri e purtroppo seguito troppi inutili corsi di aggiornamento, che c’è una bella differenza tra essere oggetto ed essere soggetto della propria crescita professionale.  



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