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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, seconda prova di matematica allo scientifico: come scegliere i problemi e le soluzioni

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2) Come scegliere il problema, i quesiti e da dove cominciare?

Il suggerimento è quello di fare prima sempre quello che risulta più abbordabile, un quesito, un punto di un problema… Sapere che qualcosa si è fatto tranquillizza e aiuta a tenere sotto controllo l’ansia. Poi, in fase di stesura della bella copia si darà il dovuto ordine alla varie parti.

Sei ore sono tantissime per svolgere una prova che molto spesso non vi ha richiesto più di un’ora e mezza o due: si può dedicare un tempo adeguato alla scelta, quindi innanzitutto leggete attentamente TUTTO il testo per rendervi conto di tutti i contenuti proposti.

a) Per scegliere il problema è necessario entrare in un dialogo vero e proprio con il testo: anzitutto si tratta di un problema algebrico o geometrico? Quali sono gli argomenti coinvolti dai quesiti che pone? E poi, più personalmente: ho capito le richieste? A che livello conosco i contenuti e gli strumenti matematici interessati dal problema? Se i contenuti e gli strumenti richiesti sembrano equivalenti conviene farsi uno schema risolutivo in modo da capire se uno dei due problemi è più laborioso. Fatta la scelta, cominciate ad eseguire per capire se confermare la scelta o cambiare: non è detto che quello che sembra più facile poi lo sia effettivamente e comunque non preoccupatevi perché c’è tempo a sufficienza!

Nella scelta non trascurate, infine, la non consequenzialità dei quesiti all’interno di un problema: molto spesso è possibile rispondere alla domanda (b) e (c) del problema senza aver svolto la domanda (a).

b) Tutti i quesiti sono equivalenti dal punto di vista della valutazione. Perciò scegliete i più facili senza pensare − erroneamente − che sia importante svolgere i quesiti più difficili per far bella figura agli occhi della commissione: vedrete che chi correggerà apprezzerà molto la vostra capacità di scelta! Attenti comunque a non “incaponirvi” a voler risolvere per forza un quesito che sembrava facile e poi non lo è.

3) È importante la forma?

La bella copia non serve solo per l’ordine, è bene lasciarsi l’ultima ora per scriverla. Questo è importante per due motivi:

a) Dopo aver svolto tutti i punti di un problema possono emergere dei collegamenti tra essi che prima non erano stati colti; in fase di stesura della bella copia si possono evidenziare.

b) Ricopiare è anche ripensare, rivedere, migliorare: riprendere significa, inoltre, “prendere una cosa dopo averla lasciata, abbandonata, perduta”, “dare inizio di nuovo ad un’azione interrotta, ricominciarla”.



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