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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, seconda prova di matematica allo scientifico: come scegliere i problemi e le soluzioni

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Sono passati una dozzina d’anni dal mio esame di maturità: mi ricordo che nei giorni dell’attesa della seconda prova di Matematica non facevo altro che svolgere compiti d’esame degli anni precedenti... Il problema è che facevo soltanto quello, trascurando tutte le altre materie! Eppure pensavo di iscrivermi alla facoltà di Filosofia o a Lettere indirizzo Musica e Spettacolo...  E invece ora faccio uno dei mestieri più belli del mondo: l’insegnante di Matematica. Eh sì, perché è bello insegnare, ma ancor più bello “insegnare Matematica” perché vuol dire insegnare a usare la ragione, a pensare, a osservare e perché richiede una bellissima fatica, come sono solito dire ai miei studenti. Infatti, tutti facciamo fatica o evitiamo di farla, ma in pochi si accorgono di quanto sia bella questa fatica: per me la seconda prova di Matematica è stata - e la considero tuttora - un’esperienza paradigmatica di questa bellezza dentro la fatica, dentro uno sforzo necessario. Senza accorgermene sul momento, stavo scoprendo la mia vocazione: svolgere tutti quei compiti d’esame di matematica era l’unica cosa che mi rendesse contento nella preparazione all’esame di maturità, poi fortunatamente ho scoperto - come auguro a ciascuno dei maturandi di quest’anno - che c’era del buono anche nelle altre discipline...

La premessa da ex-studente è fondamentale per capire perché mi è così cara questa prova e perché ogni anno, prima da studente universitario di matematica e poi da docente, mi impegno insieme ad altri studenti universitari e professori della mia disciplina nel preparare alcuni maturandi di Roma e del Lazio ad affrontare la prova di Matematica dei Licei scientifici (corsi di Ordinamento e Pni). 

Su suggerimento di chi ha qualche anno di esperienza in più di me, vi propongo così alcune domande a cui ritengo sia importante rispondere per affrontare bene la seconda prova di quest’anno.

1) Cosa studiare ai fini della prova?

Non vale la pena ripassare “a vuoto”, ma è bene che riprendiate i problemi degli anni precedenti e i contenuti suggeriti dai quesiti; così è possibile legare le conoscenze all’esperienza della loro applicazione e questo rafforza la memoria. Ciò però non significa “mi butto a fare i problemi e poi vedo cosa mi serve dei contenuti di quest’anno”: non commettiamo l’errore visto e rivisto durante questi anni, ovvero quello di piantare un chiodo con le tenaglie o con il cacciavite! Se devo piantare un chiodo (risolvere un problema) e possiedo una cassetta degli attrezzi (i contenuti/strumenti matematici acquisiti), non prendo un attrezzo a caso dalla cassetta, ma so già che devo prendere un martello, così come se ho una vite da avvitare devo prendere il cacciavite... 



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